BEATO GIUSEPPE PUGLISIIl Beato don Pino Puglisi nacque a Palermo nel 1937, nel quartiere di Brancaccio. Figlio di un calzolaio e di una sarta, conobbe fin da giovane la realtà della povertà. Sacerdote, educatore e formatore, dedicò la sua vita soprattutto ai giovani. A Godrano riuscì a spezzare una violenta faida attraverso il Vangelo e il perdono. Nel 1990 tornò a Brancaccio come parroco, trovandosi a confronto con la mafia. Don Puglisi non fu semplicemente un prete “anti-mafia”, ma un sacerdote “per” il Vangelo: il suo obiettivo era liberare le persone dalla paura e dalla cultura della violenza. Creò un centro per accogliere i bambini e offrire loro educazione e nuove opportunità, sapendo che togliere i giovani alla strada significava togliere futuro alla mafia. Promosse la scuola, il lavoro, la dignità delle persone e il risanamento del quartiere. Con coraggio denunciava ciò che feriva la vita della sua gente e ripeteva: «Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti». Per questo divenne una presenza sempre più scomoda per la criminalità organizzata. La mafia decise di eliminarlo e don Pino sapeva di correre questo rischio. Il 15 settembre 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, fu assassinato. Prima di morire rivolse ai suoi assassini un sorriso e disse: «Me l’aspettavo». La sua morte fu riconosciuta dalla Chiesa come martirio in odio alla fede. La sua testimonianza mostra che il Vangelo può trasformare persone e comunità; anche alcuni dei suoi assassini iniziarono successivamente un cammino di conversione. Don Puglisi ci insegna che il male cresce quando gli onesti scelgono il silenzio. La sua santità consiste nella fedeltà quotidiana al Vangelo: scegliere la verità, la giustizia, il perdono e la dignità di ogni persona. La sua vita continua a chiederci: noi, oggi, da che parte scegliamo di stare? per noi oggi 1. Il silenzio degli onesti ci rende complici? «Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti». Dove vediamo il male, abbiamo il coraggio di parlare oppure preferiamo non avere problemi? 2. Siamo “contro” qualcuno o “per” qualcuno? Don Puglisi non fu semplicemente un prete “anti-mafia”: fu un uomo per il Vangelo, per i giovani, per la dignità e la libertà. La nostra fede per chi e per che cosa si spende concretamente? 3. Crediamo davvero nella forza educativa del Vangelo? Puglisi sapeva che cambiare una comunità significava partire dai giovani. Quanto investiamo oggi nell’educazione, nell’ascolto e nelle nuove generazioni, invece di limitarci a lamentarci della società?
Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile.
Giuseppe Puglisi nasce a Palermo, nel quartiere Brancaccio, il 15 settembre 1937, figlio di Carmelo Puglisi, calzolaio, e di Giuseppa Fana, sarta. Entrato nel seminario diocesano di Palermo nel 1953, viene ordinato sacerdote il 2 luglio 1960. Riceve quindi i primi incarichi come vicario parrocchiale e vicerettore del seminario minore. Si occupa anche dell’insegnamento della Religione nelle scuole. Il 29 settembre 1990 ritorna a Brancaccio come parroco di San Gaetano. Per indirizzare i giovani sulla strada del bene, fonda il Centro “Padre Nostro”, inaugurato il 29 gennaio 1993. Il suo impegno, tuttavia, gli procura minacce di morte da parte dei mafiosi. La sera del suo cinquantaseiesimo compleanno, il 15 settembre 1993, mentre sta per rientrare a casa, viene ucciso da Salvatore Grigoli, dopo avergli rivolto il suo ultimo sorriso. La sua memoria liturgica cade il 21 ottobre, giorno del suo Battesimo.
NELLO STESSO GIORNO:
SAN GASPARE DEL BUFALO, SACERDOTE, FONDATORE DEI MISSIONARI DEL PREZIOSISSIMO SANGUERoma, 6 gennaio 1786 - 28 dicembre 1837
Nato a Roma nel 1786, Gaspare sente la chiamata del Signore fin da piccolo. Da sacerdote evangelizza i poveri, rifiuta di obbedire a Napoleone, converte i massoni e i briganti che infestano lo Stato Pontificio. Nel 1815 fonda i due rami, maschile e femminile, dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
SANT'ILARIONE, ABATE
Tabata, Palestina, 291 circa - Pafo, Cipro, 372
Palestinese, di origini pagane, Ilarione studia ad Alessandria d’Egitto e si converte al cristianesimo. Sotto la guida di Sant’Antonio abate impara ad amare la solitudine, la preghiera, la penitenza. Si ritira eremita a Maiumma dove fonda diversi monasteri e opera conversioni; muore a Pafo nel 372.
SANT'ORSOLA, MARTIRE
Nascita: IV secolo, Gran Bretagna Morte: 21 ottobre 383, Colonia, Germania
Splendida figlia di un re bretone del IV secolo, Orsola accetta di sposare un re pagano a patto che questi si converta al cristianesimo. Parte alla volta di Colonia con 11 vergini – diventate 11mila per un errore di trascrizione – ma l’incontro con gli Unni di Attila sarà causa del loro martirio.
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