Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 1,1-9
Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
1. Questo testo rappresenta il saluto e il ringraziamento che Paolo fa alla comunità di Corinto, che ha fondato ed è risorta dopo la distruzione del 146 a.C. operata dai Romani. Alla Chiesa di Dio che è in Corinto Paolo AUGURA GRAZIA E PACE. La grazia è risanamento della nostra natura immersa nel peccato e la pace è il frutto della grazia. LA GRAZIA E LA PACE HA LA SUA ORIGINE IN DIO PADRE E NEL SIGNORE GESÙ CRISTO.
2. Paolo ribadisce che i Corinzi hanno tutto, non manca loro nessun dono di grazia. Dio tutto ha donato per loro in Cristo Gesù e nello Spirito Santo. Ora si tratta, attraverso l’uso saggio e sapiente di ogni dono di grazia, di FAR SÌ CHE IL CRISTIANO SALGA LUI NEL CIELO, PER DIMORARE CON CRISTO per tutta l’eternità.
3. FEDELE È DIO, fedele al suo amore eterno verso l’uomo, fedele al suo disegno eterno di salvezza in Cristo Gesù. LA SUA FEDELTÀ VI RENDERÀ SALDI SINO ALLA FINE, irreprensibili. Chiamati alla comunione con Gesù VIVIAMO NELLA VIGILANZA E NELLA RESPONSABILITÀ, che significa vivere ciò che facciamo ALLA PRESENZA DI CHI ha avuto fiducia di noi affidandoci ciò che non è nostro.
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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 24,42-51In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Il Signore può apparire da un momento all’altro, senza preavviso. Per questo dobbiamo essere come servi che lavorano con coscienza e impegno in attesa del padrone. Da questa attesa il premio che il padrone darà. Agire diversamente è da imprudenti e fa correre il rischio di buttar via la vita.Vegliare significa questo: non permettere che il cuore si impigrisca e che la vita spirituale si ammorbidisca nella mediocrità. È la preghiera che tiene accesa la lampada del cuore. Specialmente quando sentiamo che l’entusiasmo si raffredda, la preghiera lo riaccende, perché ci riporta a Dio, al centro delle cose. La preghiera risveglia l’anima dal sonno e la focalizza su quello che conta, sul fine dell’esistenza."Il Figlio dell’uomo verrà". Egli è già accanto a noi. Ricerchiamo la stella che guida e orienta il nostro cammino verso di Lui.E Tu, stai vivendo nell'attesa della Sua venuta oppure vivi alla giornata arrangiandoti come capita?
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Un ladro nella notte. Niente di più inquietante, eppure forse è l’unico che ci può svegliare. La veglia, la vigilanza infatti ci potrà salvare, nient’altro. Siamo pronti ad essere sorpresi?
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