venerdì 25 settembre 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 21,28-32

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 21,28-32

Il Vangelo di oggi mette a confronto due figli. Il primo dice al padre: «Non ne ho voglia». Una risposta dura, che ferisce. Ma poi ci ripensa e va a lavorare nella vigna. Il secondo, invece, risponde con educazione: «Sì, signore». Però non si muove.
Gesù è molto chiaro: il primo ha fatto la volontà del padre. È una pagina che smaschera una tentazione sempre presente: confondere le parole con la vita. Possiamo dire le cose giuste, apparire persone corrette, frequentare la chiesa, conoscere il Vangelo, eppure non fare mai quel passo concreto che Dio ci chiede. Al contrario, ci sono persone che hanno sbagliato molto, che hanno detto tanti "no" a Dio, ma che a un certo punto trovano il coraggio di cambiare direzione. Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Alessandro Serenelli. Da giovane commise uno dei delitti più terribili della storia italiana, uccidendo la giovane Maria Goretti. Arrestato e condannato, trascorse anni in carcere chiuso nell'odio e nella ribellione. Poi avvenne qualcosa di inatteso. Una notte sognò Maria Goretti che gli offriva dei gigli, simbolo del perdono. Da quel momento iniziò una profonda trasformazione interiore. Riconobbe il male compiuto, si pentì sinceramente e cambiò radicalmente vita. Quando uscì dal carcere, visse con umiltà, preghiera e penitenza. Addirittura partecipò alla canonizzazione di Maria Goretti accanto alla madre della ragazza che aveva ucciso, la quale gli aveva già concesso il suo perdono. Chi avrebbe immaginato una simile conversione? Eppure Dio è capace di scrivere pagine nuove anche dove l'uomo vede soltanto errori e fallimenti. È questo il cuore del Vangelo. Gesù non esalta chi sbaglia. Esalta chi si converte. Non loda il "no", ma il coraggio di cambiare dopo aver detto "no". Per questo nessuno deve disperare. Forse abbiamo perso tempo. Forse abbiamo sprecato occasioni. Forse abbiamo deluso Dio e gli altri. Ma il Padre continua a uscire incontro ai suoi figli e a invitarli nella vigna. Finché c'è vita, c'è possibilità di conversione. Finché c'è respiro, c'è una strada aperta verso Dio. PER NOI OGGI 1. Siamo più preoccupati di apparire buoni o di diventarlo davvero? 2. Quale "no" a Dio continuiamo a ripetere da anni senza trovare il coraggio di cambiarlo in un "sì"?
3. Se i pubblicani, le prostitute e persino un assassino pentito possono entrare nel Regno, quale scusa ci resta per non convertirci oggi?

 

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