venerdì 10 aprile 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 20,19-31

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Gv 20,19-31

Nel Vangelo di Giovanni, di domenica prossima i discepoli sono chiusi per paura. Porte serrate, cuore bloccato. Eppure Gesù entra lo stesso. Non rimprovera, ma offre pace. Non cancella le ferite, le mostra. È lì che nasce la fede, anche per Tommaso, il dubbioso che diventa il primo a dire: “Mio Signore e mio Dio”.

Questa dinamica si è vista anche nella vita di Chiara Corbella Petrillo. Giovane madre romana, ha perso due figli poco dopo la nascita. Poi, durante la terza gravidanza, scopre di avere un tumore aggressivo. Avrebbe potuto curarsi subito, ma sceglie di rimandare le terapie per proteggere il bambino.

Non è una storia “perfetta”: è una storia piena di dolore, di domande, di paura. Ma dentro quella ferita è accaduto qualcosa di sorprendente. Chiara non ha negato il dolore, lo ha attraversato con una pace che colpiva tutti. Diceva: “Dio non toglie nulla, dona tutto”.

Come Tommaso, anche lei ha “toccato” le ferite. Non per restare nel dubbio, ma per arrivare a una fede più vera. E chi l’ha incontrata racconta che, attraverso la sua vita, era impossibile non porsi una domanda: “Da dove viene questa pace?”.

Il Vangelo ci dice proprio questo: Gesù non entra quando sei forte, entra quando sei chiuso. Non ti chiede di non avere ferite, ma di non scappare da esse. Perché è lì che Lui si fa incontrare.


Per noi oggi

1.     Vuoi davvero incontrare Dio? Smetti di nascondere le tue ferite.

2.     Il problema non è dubitare, ma pretendere di credere senza lasciarsi toccare dentro.

3.     Le porte chiuse non fermano Gesù, ma possono bloccare te se non lo lasci entrare.

 

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