venerdì 17 aprile 2026

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Lc 24,13-35

IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Lc 24,13-35

Il racconto dei discepoli di Emmaus nel Vangelo secondo Luca è la fotografia perfetta di una fede delusa: “Noi speravamo…”. È la frase di chi torna indietro, di chi ha smesso di credere. Eppure Gesù si affianca proprio lì, mentre si allontanano.

Non si impone. Cammina. Ascolta. Spiega. E resta.

Una storia vera che illumina questo Vangelo è quella di Andrea Bocelli. A 12 anni perde completamente la vista dopo un incidente durante una partita. Per un ragazzo, è come se tutto si spegnesse: sogni, prospettive, futuro. Anche lui avrebbe potuto dire: “Io speravo…”.

E invece, proprio in quel buio, qualcosa ha continuato a camminare con lui. Bocelli ha raccontato più volte che la fede e la musica sono state la sua strada per non fermarsi. Non ha “visto” una soluzione immediata, ma ha continuato a camminare. E col tempo, quella ferita è diventata il luogo della sua vocazione, della sua bellezza, della sua testimonianza nel mondo.

Come i discepoli di Emmaus, anche lui ha riconosciuto che il senso non era sparito: era nascosto, ma presente.

Il Vangelo ci dice questo: Gesù non blocca il nostro allontanarci, ma ci raggiunge lì. Non sempre lo riconosciamo subito. A volte lo capiamo solo dopo, quando ci accorgiamo che il cuore “ardeva”.

E spesso lo riconosciamo nei gesti semplici: un incontro, una parola, un “pane spezzato” nella nostra vita quotidiana.


Per noi oggi

1.     Quante volte stai scappando da ciò che potrebbe salvarti, senza accorgerti che ti sta già accanto?

2.     Non è vero che Dio è assente: forse sei tu che non lo riconosci nelle cose semplici.

3.     Il problema non è che hai perso la fede, ma che hai smesso di camminare davvero.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

Nessun commento:

Posta un commento