San Girolamo (347 - 420) fu uno degli uomini più eruditi del suo tempo e autore della Vulgata, la traduzione latina della Bibbia utilizzata dalla Chiesa per molti secoli. La sua frase più famosa rimane: «Ignorare le Scritture è ignorare Cristo». Di carattere impetuoso, difese con forza la fede contro le eresie, anche se talvolta usò parole dure persino con alcuni santi.
Papa Damaso gli affidò la revisione delle antiche traduzioni latine della Bibbia e Girolamo affrontò il compito con grande rigore, studiando i testi originali. Approfondì il greco a Costantinopoli e imparò ebraico e aramaico a Betlemme, dove si dedicò per anni allo studio della Sacra Scrittura. Dopo 23 anni di lavoro completò la Vulgata, una grande opera destinata a segnare la storia della Chiesa e della cultura europea. Eppure, inizialmente Girolamo era più attratto dai grandi autori classici che dalla Bibbia.
In una celebre esperienza spirituale comprese la necessità di scegliere con decisione Cristo e abbandonare ciò che lo allontanava dalla sua vocazione. Da allora si dedicò con ardore alla Parola di Dio, trasformando la sua cultura in un servizio alla Chiesa. Per vincere il proprio carattere impetuoso praticava anche severe penitenze. A Roma fu guida spirituale di un gruppo di donne consacrate, tra cui Marcella, Paola, Eustochio e Blesilla, oggi venerate come sante. Scrisse numerose opere contro le eresie, lettere e il De Viris Illustribus, raccolta di biografie dei primi cristiani, mostrando il grande contributo della fede alla cultura.
Dei santi diceva: «Noi onoriamo i santi per adorare Colui di cui sono testimoni». Nel 1298 fu proclamato Dottore della Chiesa, insieme ad Agostino, Ambrogio e Gregorio Magno. Patrono di studiosi, bibliotecari, traduttori e archeologi, san Girolamo ci provoca ancora oggi: quanto tempo dedichiamo alla Parola di Dio e quanto invece alle parole che riempiono inutilmente le nostre giornate?
per noi oggi
1. San Girolamo diceva: «Ignorare le Scritture è ignorare Cristo».
Quanta conoscenza abbiamo di tutto, e quanto poco conosciamo invece il Vangelo che dovrebbe orientare la nostra vita?
2. Girolamo dovette abbandonare ciò che lo distraeva per dedicarsi con ardore alla Parola di Dio.
Anche noi sappiamo spegnere ciò che ci distrae, oppure non troviamo mai tempo per ascoltare davvero Dio?
3. Girolamo trasformò la sua grande cultura in un servizio alla Chiesa e alla salvezza delle persone.
Le nostre capacità e conoscenze servono davvero gli altri, oppure le usiamo soprattutto per affermare noi stessi?
Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell'odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un’età avanzata, riposò in pace.
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