TOMMASO MARIA FUSCO
Tommaso Maria Fusco nacque a Pagani (Salerno) il 1° dicembre 1831, settimo di otto figli, in una famiglia profondamente cristiana. Rimase presto orfano di entrambi i genitori e fu educato dallo zio sacerdote. Fin da piccolo sentì la vocazione al sacerdozio e, dopo la formazione nel seminario di Nocera, fu ordinato prete nel 1855.
Le prove della vita – lutti familiari e difficoltà – alimentarono in lui una profonda devozione al Cristo Crocifisso e alla Madonna Addolorata. Fin dall’inizio del ministero si dedicò con passione alla formazione cristiana dei ragazzi, dei giovani e degli adulti, aprendo scuole di catechesi e luoghi di preghiera che divennero centri di conversione.
Entrò tra i Missionari Nocerini e svolse un’intensa attività di predicazione popolare, specialmente nel Sud Italia. Nominato cappellano del Santuario della Madonna del Carmine a Pagani, promosse associazioni cattoliche e diffuse il culto al Preziosissimo Sangue di Gesù, centro della sua spiritualità.
Per aiutare i sacerdoti nel ministero della confessione, aprì una scuola di teologia morale e fondò una compagnia sacerdotale per le missioni popolari, approvata da Pio IX. Ma l’opera più grande nacque nel 1873, quando, colpito dalla tragedia di un’orfana abbandonata, fondò le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, dedicate all’accoglienza e all’educazione delle bambine povere. Da questa prima casa sorsero numerosi orfanotrofi e opere caritative.
Accanto alla fondazione e alle missioni, fu anche parroco, confessore e guida spirituale. La sua fecondità apostolica suscitò però invidie e persecuzioni: subì calunnie e umiliazioni, accettandole con spirito evangelico. Ripeteva:
«L’operare e il patire per Dio sia sempre la vostra gloria… La pazienza è come la salvaguardia e il sostegno di tutte le virtù».Consumò la vita tra predicazione, carità verso i poveri e unione con Gesù Crocifisso ed Eucaristico. Morì il 24 febbraio 1891, pregando il Nunc dimittis. Di lui si disse: “Visse amando i poveri, morì perdonando i nemici.”
Beatificato da san Giovanni Paolo II, è modello di sacerdote, missionario e fondatore che ha fatto della carità del Sangue di Cristo il cuore della propria esistenza.
Per noi oggi
1. La carità vera nasce dalla croce, non dal sentimentalismo. Fusco non aiutava i poveri per filantropia, ma perché vedeva in loro il volto di Cristo sofferente. Senza radici spirituali, la solidarietà si svuota.
2. Fare il bene non ti risparmia le persecuzioni. La sua vita smonta l’illusione che, se operi per Dio, tutti ti applaudiranno. La santità passa anche attraverso incomprensioni e calunnie.
3. Perdonare i nemici è il segno che il Vangelo è diventato vita. Non basta pregare o fare opere: la prova del nove è amare quando si è feriti. Fusco morì perdonando — ed è lì che il cristianesimo diventa credibile.
A Nocera Inferiore in Campania, beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote, che con speciale amore si prese cura dei poveri e degli ammalati e istituì le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, che destinò alla promozione di varie opere di impegno sociale, soprattutto tra i giovani e i malati.
NELLO STESSO GIORNO:
BEATO MARCO DE' MARCONI Sacerdote
Mantova, 1480 - Mantova, 24 febbraio 1510
Il beato Marco de' Marconi visse solo 30 anni, dal 1480 al 1510, e rimase sempre nella natia terra mantovana. A 16 anni entrò nel convento di Migliarino, tenuto dall'Ordine di San Girolamo, famiglia eremitica nata in Spagna a fine Trecento. I suoi 15 anni di vita religiosa trascorsero nel nascondimento e nella preghiera.
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