lunedì 26 ottobre 2026

26.10 BEATO BONAVENTURA DA POTENZA

BEATO BONAVENTURA DA POTENZA
Antonio Carlo Gerardo Lavanga nacque a Potenza il 4 gennaio 1651 e fin da giovane sentì la chiamata a vivere la povertà e l’obbedienza francescana. A quindici anni entrò tra i Frati Minori Conventuali, assumendo il nome di fra’ Bonaventura da Potenza. Dopo gli studi in vista del sacerdozio, attraversò un periodo di inquietudine, finché ad Amalfi incontrò padre Domenico Girardelli, sua guida spirituale. Grazie a lui imparò a trasformare il carattere ribelle in una profonda obbedienza alla volontà di Dio. Fu ordinato sacerdote nel 1675 e rimase ad Amalfi per otto anni, vivendo un’intensa esperienza spirituale accanto al suo maestro. In seguito fu destinato a Napoli, Ischia e Sorrento, distinguendosi per la povertà francescana, l’umiltà e l’obbedienza. Era solito ripetere: «Signore, sono un servo inutile nelle tue mani». Divenne poi maestro dei novizi a Nocera Inferiore, educandoli a una vita austera e fedele alle origini del francescanesimo. La sua vita fu accompagnata da numerosi episodi ritenuti prodigiosi e da una profonda fede. Come san Francesco, abbracciò un lebbroso che, secondo la tradizione, guarì all’istante. Ad Ischia lasciò un ricordo profondo nella popolazione, mentre a Napoli fu visto più volte in estasi durante la preghiera e stupiva i confratelli per la profondità della sua predicazione. Durante la peste assistette personalmente molti malati, mettendo a rischio la propria vita. Negli ultimi anni, ormai anziano e malato, fu trasferito a Ravello, dove continuò ad accogliere e confortare numerose persone. Morì nel convento di San Francesco a Ravello il 26 ottobre 1711, tra il pianto della popolazione. Fu dichiarato Beato da papa Pio VI il 26 novembre 1775. La sua memoria liturgica ricorre il 26 ottobre e le sue reliquie sono venerate nella chiesa di San Francesco a Ravello. La sua vita ci consegna una testimonianza di umiltà, povertà, obbedienza e totale fiducia nella volontà di Dio. per noi oggi: 1. L’obbedienza è ancora una virtù? Bonaventura imparò a trasformare la ribellione in docilità. Noi sappiamo ancora accogliere ciò che Dio ci chiede, anche quando non coincide con i nostri progetti? 2. Quanto siamo attaccati alle nostre sicurezze? Scelse una vita povera e semplice, dicendo: «Sono un servo inutile nelle tue mani». Noi riusciamo a sentirci servi oppure abbiamo sempre bisogno di essere riconosciuti e valorizzati? 3. La nostra fede consola davvero gli altri? A Ravello la gente saliva da lui per trovare conforto e speranza. Chi incontra noi trova una persona capace di ascoltare, incoraggiare e avvicinare a Dio?
Chi apre il cuore e la mente alla parola di Dio è salvo. Chi, invece, è ostinato e indurito nel cuore, ha vita breve.
 Padre Bonaventura da Potenza nacque il 4 gennaio 1651; gli fu dato, al fonte battesimale, il nome di Antonio Carlo Gerardo. Entrò all'età di 15 anni tra i Frati Minori Conventuali. Passò per vari conventi: Aversa, Maddaloni, Lapio, Amalfi, Ischia, Nocera Inferiore (qui fu maestro dei novizi), Sorrento, Napoli e infine Ravello, dove morì il 26 ottobre 1711, per le conseguenze di una cancrena a una gamba. Fu un esempio di umiltà e, pur non essendo dotto, colpiva anche per la profondità teologica della sua predicazione. La sua carità verso gli appestati fu estrema, come la sua ubbidienza verso i superiori. 

NELLO STESSO GIORNO:

 SAN FOLCO SCOTTI DI PIACENZA E PAVIA VESCOVO

1165 circa - 16 dicembre 1229

A Pavia, san Folco Scotti, vescovo, uomo di pace, colmo di zelo e di carità. Membro della famiglia Scotti di Piacenza che aveva origini irlandesi, Scotti era il nome dato agli irlandesi venuti in Italia. A vent'anni entrò presso i canonici regolari di Sant'Eufemia e andò a studiare teologia alla Sorbona. Verso i trent'anni divenne priore di Sant'Eufemia. In seguito divenne arciprete della cattedrale e poi vescovo di Piacenza dal 1210 al 1216. Rimasta vacante la sede di Pavia, papa Onorio III lo trasferì alla sede vescovile lombarda, dove rimase fino alla morte.


SAN BEANO, VESCOVO
Vissuto tra il X e l’XI secolo, Beano è un vescovo scozzese che regge la diocesi di Mortlach tra il 1015 e il 1047, probabile anno della sua morte. In seguito la sede della diocesi, che era stata eretta come ringraziamento per la vittoria sugli Scandinavi, sarà trasferita nella città di Abeerdeen.  La festa per san Beano è stata fissata nel giorno 26 ottobre.

 

SAN CEDDA, VESCOVO
† Lastingham, Inghilterra, 26 ottobre 664
Fratello di San Chad, Cedda è monaco a Lindisfarne, in Inghilterra. Dopo aver convertito al cristianesimo re Peada, viene da questi inviato a evangelizzare gli Angli delle terre centrali. In seguito fonderà il monastero di Lastingham, dove concluderà i suoi giorni nel 644. 

 

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