SANT'EVARISTOSant’Evaristo, quarto successore di san Pietro, visse tra la fine del I e l’inizio del II secolo, in un periodo di difficoltà e persecuzioni per i cristiani. Le informazioni sulla sua vita sono poche e provengono soprattutto da sant’Ireneo, Eusebio di Cesarea e dal Liber Pontificalis. Eusebio racconta che, dopo l’esilio di san Clemente sotto l’imperatore Traiano, Evaristo gli succedette alla guida della Chiesa di Roma. Secondo il Liber Pontificalis, era di origine greca e suo padre proveniva da Betlemme. Lo stesso testo gli attribuisce l’ordinazione di sette diaconi e l’organizzazione dei tituli, luoghi di riferimento per le comunità cristiane di Roma. La tradizione antica gli attribuì anche il martirio, ma questa notizia non è riportata nel Martirologio Romano nella revisione attuale perché ritenuta incerta. Certamente Evaristo esercitò il suo ministero durante una fase di persecuzione, quando i cristiani erano considerati colpevoli soprattutto perché rifiutavano di partecipare al culto pagano. La testimonianza della Chiesa nascente era dunque chiamata a vivere con coraggio la fedeltà a Cristo, anche in un ambiente ostile. Sant’Evaristo rimane così una figura discreta ma significativa della prima Chiesa: un pastore chiamato a custodire la fede ricevuta dagli Apostoli e a guidare la comunità cristiana in tempi difficili. Il suo ministero si svolse in una Chiesa ancora giovane, chiamata a consolidare la propria identità e la propria organizzazione. La sua testimonianza mostra quanto fosse importante mantenere salda la comunione tra i cristiani e la fedeltà alla tradizione apostolica. In mezzo alle difficoltà, la Chiesa continuava a crescere grazie alla fede e alla testimonianza dei suoi pastori. La sua memoria ci ricorda che la fede non si costruisce soltanto con grandi opere, ma anche con la fedeltà quotidiana, la responsabilità e il coraggio di rimanere saldi nel Vangelo. per noi oggi: 1. Siamo cristiani solo quando è facile? Evaristo guidò la Chiesa in un tempo di persecuzione. Noi rimaniamo fedeli a Cristo anche quando la nostra fede costa, espone o va controcorrente? 2. Abbiamo il coraggio di essere diversi? I primi cristiani rifiutavano il culto pagano e per questo erano guardati con sospetto. Oggi abbiamo ancora il coraggio di non adeguarci a ciò che contraddice il Vangelo? 3. Che cosa stiamo custodendo per chi verrà dopo di noi? Evaristo ricevette la fede dagli Apostoli e la trasmise alla Chiesa. Noi siamo davvero custodi e testimoni della fede, oppure rischiamo di consegnare alle nuove generazioni una fede indebolita?
"E' di chi ama il cantare, lodare Dio con tutto il suo essere: con la voce, con la vita, con le opere". Sant'Agostino
A Roma, sant’Evaristo, papa, che resse la Chiesa di Roma per quarto dopo il beato Pietro, sotto l’imperatore Traiano.
NELLO STESSO GIORNO:
SANTA TERESA EUSTOCHIO VERZERI VERGINE, FONDATRICE
Bergamo, 31 luglio 1801 - Brescia, 3 marzo 1852
Nasce il 31 luglio 1801 a Bergamo. Primogenita dei sette figli di Antonio Verzeri e della contessa Elena Pedrocca-Grumelli, Teresa fa i primi studi in casa, guidata dal canonico Giuseppe Benaglio. Più tardi la troviamo con le monache benedettine di Santa Grata, a Bergamo. Sono periodi di grande travaglio interiore e di ricerca. Teresa lascia il monastero, per dedicare la sua vita e il suo impegno nel mondo. L'8 febbraio 1831, insieme al canonico Benaglio, fonda la Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Saranno educatrici e guide delle ragazze povere, orfane e abbandonate. Morto il canonico Benaglio nel 1836, gravano su di lei le fatiche per la formazione delle religiose, per le costituzioni, per i rapporti con Roma. Un lavoro imponente, testimoniato da volumi sui doveri delle religiose, dalle costituzioni, dalle oltre 3.500 lettere che scrive di persona. Muore a Brescia il 3 marzo 1852. Nelle diocesi di Bergamo e di Brescia la sua memoria si celebra il 27 ottobre.
SAN FRUMENZIO, VESCOVO, APOSTOLO DELL'ETIOPIA
Tiro, IV secolo; † Axum, 383 ca.
Non è un missionario, ma un giovane del IV secolo di nome Frumenzio, finito in schiavitù, il primo a portare il cristianesimo in Etiopia. Una volta libero, viene consacrato vescovo da Atanasio e si stabilisce ad Axum, dove fa fiorire la comunità dei cristiani fino alla sua morte, nel 383.
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