QUANDO IL GREGARIO VINCE
Brandon McNulty, 28 anni, statunitense, ha conquistato a Montréal il titolo mondiale di ciclismo su strada. Dopo il traguardo, in lacrime, ha detto: «Mi piace credere nei miracoli: essere campione del mondo è un miracolo sportivo». Abituato al ruolo di gregario al servizio di Tadej Pogačar, McNulty non si aspettava di vincere. A 300 metri dall’arrivo era convinto che gli avversari lo avrebbero raggiunto, ma quando hanno rallentato per controllarsi a vicenda lui ha dato tutto fino al traguardo. «Sono senza parole, è davvero un miracolo!». La sua forza è sempre stata anche quella di lavorare per gli altri: «Sono bravo a far vincere il mio capitano». Aveva confidato alla moglie Summer, anche lei ciclista, il sogno di diventare campione del mondo, scherzando proprio sulla parola «miracolo». Il successo è stato possibile anche grazie al lavoro della nazionale statunitense, con Jorgenson e Simmons impegnati a sostenerlo. Il ciclismo dimostra così che, pur essendo uno sport individuale, nessuno vince davvero da solo. Saronni ricordava infatti che dietro una vittoria individuale c’è sempre una squadra. Nato in Arizona e cresciuto a Phoenix, McNulty iniziò con la mountain bike e a 11 anni già vinceva gare. Passato alla strada, nel 2016 conquistò l’oro mondiale juniores a cronometro e l’anno seguente diventò professionista. Ha poi vinto una tappa al Giro d’Italia e oggi vive a Girona. La sua storia ricorda che anche chi lavora nell’ombra può, un giorno, trovarsi sotto i riflettori. E forse il vero miracolo è proprio questo: continuare a dare tutto quando nessuno pensa che tu possa vincere. A volte la vittoria arriva proprio quando smettiamo di pensare a noi stessi e continuiamo semplicemente a fare bene la nostra parte. È una lezione che vale nello sport, nel lavoro e nella vita.Per noi oggi: 1. Quante volte pensiamo di essere soltanto “gregari” e ci convinciamo che il nostro lavoro non conti? Forse Dio sta preparando proprio nell’ombra qualcosa che ancora non riusciamo a vedere. 2. McNulty ha vinto quando gli altri si sono fermati a controllarsi e lui ha continuato a dare tutto. E noi, quante occasioni perdiamo perché aspettiamo troppo di sapere cosa faranno gli altri?3. Il campione del mondo non ha vinto da solo: dietro la sua vittoria c’era una squadra. Anche nella vita nessuno si salva da solo: abbiamo bisogno gli uni degli altri.
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