SANT’AGOSTINO DI CANTERBURY
Sant’Agostino di Canterbury nacque nel VI secolo e fu priore del monastero di Sant’Andrea al Celio, a Roma. La sua vita cambiò quando Papa Gregorio I gli affidò una missione difficile e rischiosa: riportare il Vangelo nell’antica Britannia, dove dopo le invasioni dei Sassoni il cristianesimo era quasi scomparso. Agostino partì insieme a quaranta monaci benedettini, ma durante il viaggio la paura prese il sopravvento. I racconti sulla violenza dei Sassoni spaventarono il gruppo al punto che Agostino tornò a Roma per chiedere al Papa di rinunciare alla missione. Gregorio Magno però lo incoraggiò a non arrendersi e a fidarsi della forza di Dio più che delle proprie paure. Così Agostino riprese il cammino e raggiunse l’isola di Thanet, in Inghilterra. Lì incontrò il re del Kent, Etelberto del Kent, che grazie anche all’influenza della moglie cristiana Berta era già aperto alla fede. Agostino e i suoi monaci si presentarono al sovrano portando una croce d’argento e l’immagine di Cristo, pregando per la salvezza di quel popolo. Il re concesse loro di predicare e nel giro di poco tempo ricevette il Battesimo insieme a migliaia di sudditi. Da quel momento iniziò una grande opera di evangelizzazione che riportò il cristianesimo in quelle terre. Agostino stabilì la sua sede a Canterbury, dove fondò l’abbazia che ancora oggi porta il suo nome, diventando il primo arcivescovo e primate d’Inghilterra. Con il sostegno costante di Gregorio Magno continuarono ad arrivare altri missionari, tra cui San Mellito e San Giusto di Canterbury, che aiutarono nella diffusione del Vangelo. La missione non fu semplice: difficoltà, incomprensioni e ostilità non mancarono, ma Agostino rimase fedele al compito ricevuto. Morì nel 604 quando ormai la rinascita cristiana dell’Inghilterra era ben avviata. La sua vita ricorda che l’evangelizzazione nasce dalla fiducia in Dio e dal coraggio di uscire dalle proprie sicurezze. Sant’Agostino di Canterbury insegna che la fede non può restare chiusa nei monasteri o nelle chiese, ma deve raggiungere le persone, anche quando il terreno sembra difficile o ostile. In un tempo in cui molti vivono lontani da Dio, il suo esempio invita ancora oggi a non scoraggiarsi e a testimoniare il Vangelo con perseveranza, pazienza e speranza.
Per noi oggi:
Agostino aveva paura della missione, ma non si è fermato davanti alle difficoltà.
Noi oggi quanto facilmente rinunciamo alla fede appena incontriamo ostacoli o incomprensioni?Lui ha lasciato la sicurezza del monastero per annunciare Cristo a chi non lo conosceva.
La nostra fede resta chiusa dentro le chiese o sappiamo portarla nella vita concreta di ogni giorno?Migliaia di persone si convertirono grazie alla testimonianza semplice e coraggiosa di pochi monaci.
Noi siamo ancora testimoni credibili del Vangelo oppure cristiani solo per abitudine?
Sant’Agostino, vescovo di Canterbury in Inghilterra, che fu mandato dal papa san Gregorio Magno insieme ad altri monaci a predicare la parola di Dio agli Angli: accolto con benevolenza da Edilberto re del Kent, imitò la vita apostolica della Chiesa delle origini, convertì il re e molti altri alla fede cristiana e istituì in questa terra numerose sedi episcopali. Morì il 26 maggio.
"Ognuno di noi cammina con la stessa probabilità di cadere".
NELLO STESSO GIORNO:
SAN LODOVICO PAVONI Sacerdote, Fondatore - MILANO
Brescia, 11 settembre 1784 - Saiano, Brescia, 1 aprile 1849
A Brescia, beato Ludovico Pavoni, sacerdote, che con grande sollecitudine si dedicò all’istruzione dei giovani più poveri, nell’intento soprattutto di educarli secondo i costumi cristiani e di avviarli a un mestiere, fondando per questo la Congregazione dei Figli di Maria Immacolata.
📲 I MIEI SOCIAL:
Instagram: https://www.instagram.com/rzambotti/ Facebook: https://www.facebook.com/renzo.zambotti.12/ Blogspot: https://renzozambotti.blogspot.com/ TikTok: https://www.tiktok.com/@renzozambotti

Nessun commento:
Posta un commento