SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA
San Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti (1838 - 1862), nacque ad Assisi in una famiglia benestante ed era l’undicesimo di tredici figli. Rimasto orfano di madre a soli quattro anni, crebbe con una tenera devozione alla Madonna, specialmente all’Addolorata, imparando fin da piccolo a guardare al cielo come vera patria.
Durante l’adolescenza condusse una vita simile a quella di molti giovani: brillante negli studi, amante dell’eleganza, del teatro, della caccia e della compagnia. Non abbandonò però la pratica religiosa e mostrava sensibilità verso i poveri. Le morti di due fratelli e una grave malattia lo portarono a fare un voto: se fosse guarito, si sarebbe consacrato a Dio. Guarì, ma esitò. La svolta decisiva arrivò il 22 agosto 1856, durante una processione mariana, quando avvertì interiormente una chiamata chiara a lasciare il mondo.
Entrò tra i Passionisti assumendo il nome di Gabriele di Maria Addolorata. Abbracciò con entusiasmo la vita religiosa, fondata sulla meditazione della Passione di Cristo, la preghiera, la penitenza e l’offerta dei piccoli sacrifici quotidiani. Ripeteva spesso: «Così vuol Dio, così voglio io», espressione della sua totale disponibilità alla volontà divina.
La sua spiritualità era profondamente mariana. Contemplando l’unione dei dolori di Maria con quelli di Gesù, la chiamava affettuosamente “nostra Corredentrice”, sottolineando il ruolo singolare della Vergine nell’opera della salvezza, sempre in dipendenza dal Figlio. Recitava ogni giorno la corona dei Sette Dolori e trovava nella Madonna conforto e forza.
Visse solo sei anni di vita religiosa, ma con intensità straordinaria, diventando esempio di gioia, purezza e carità fraterna. Trasferito a Isola del Gran Sasso, si ammalò di tubercolosi. Accolse la malattia con serenità, offrendo le sofferenze a Dio e mantenendo fino alla fine un sorriso che colpiva chi gli stava accanto. Morì il 27 febbraio 1862, a soli 24 anni.
È patrono della gioventù cattolica e modello di santità giovanile, capace di mostrare che la felicità vera nasce dall’amicizia profonda con Gesù e Maria.
Per noi oggi
1. Divertirsi non basta a riempire il cuore. Gabriele aveva tutto ciò che molti giovani desiderano, ma ha capito che senza Dio resta un vuoto che nessun divertimento colma.
2. La santità non è questione di età ma di decisione. È morto a 24 anni, ma ha vissuto con un’intensità che molti non raggiungono in una vita intera. Il problema non è “quanto tempo ho”, ma “per chi vivo”.
3. Dire “sia fatta la tua volontà” cambia davvero la vita. Il suo “Così vuol Dio, così voglio io” non era una frase devota: era una scelta concreta, anche quando significava rinunce, fatica e sofferenza.
A Isola del Gran Sasso in Abruzzo, san Gabriele dell’Addolorata (Francesco) Possenti, accolito, che, rigettata ogni vanità mondana, entrò adolescente nella Congregazione della Passione, dove concluse la sua breve esistenza.
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