SANTA VERONICA GIULIANISanta Veronica Giuliani nacque a Mercatello sul Metauro nel 1660 con il nome di Orsola. Fin da piccolissima manifestò una straordinaria familiarità con Gesù e con la Madonna, vivendo esperienze spirituali che stupivano chiunque la incontrasse. Rimasta presto orfana della madre, ricevette come speciale eredità spirituale la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Crescendo sviluppò un amore ardente per la preghiera, l'Eucaristia e la Passione di Cristo. Fin da bambina desiderava condividere le sofferenze del Signore e offriva piccoli sacrifici per amore suo. A diciassette anni entrò tra le Cappuccine di Città di Castello assumendo il nome di Veronica. Da quel momento la sua vita fu segnata da straordinarie grazie mistiche, visioni, estasi e profonde esperienze di unione con Dio. Per obbedienza scrisse un immenso Diario di oltre ventimila pagine, una delle più importanti testimonianze della mistica cristiana. Veronica desiderava soltanto amare Cristo e partecipare alla sua opera di redenzione. Nel 1697 ricevette le stimmate, portando nel proprio corpo i segni della Passione. Le sue sofferenze furono accompagnate da grandi prove interiori e da dure incomprensioni. Le autorità ecclesiastiche la sottoposero a verifiche severe, privandola di incarichi, della comunione e della vita comunitaria. Veronica accettò tutto con straordinaria obbedienza, senza ribellione e senza lamentele. Il suo amore per Cristo si traduceva in continua intercessione per i peccatori, per le anime del Purgatorio, per i sacerdoti e per tutta la Chiesa. Si considerava una mediatrice chiamata a offrire la propria vita per la salvezza degli altri. Divenuta badessa, guidò la comunità con sapienza e carità. Morì il 9 luglio 1727, lasciando una luminosa testimonianza di fede, umiltà, sacrificio e amore crocifisso. Ancora oggi è una delle figure più alte della spiritualità cattolica e una maestra del cammino verso la santità. Per noi oggi 1. Viviamo in una società che fugge ogni sofferenza. Veronica ci provoca: sappiamo ancora offrire qualcosa per amore di Dio e per il bene degli altri? 2. Cerchiamo continuamente approvazione e riconoscimento. Lei accettò umiliazioni, sospetti e incomprensioni pur di restare fedele a Cristo. 3. Molti pregano per ottenere grazie; Veronica pregava per salvare anime. La nostra fede è centrata sui nostri bisogni o sul Regno di Dio?
Mercatello, Urbino, 27 dicembre 1660 - Città di Castello, 9 luglio 1727
A Città di Castello in Umbria, santa Veronica Giuliani, badessa dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, che, ricca di carismi spirituali, corrispose nel corpo e nell’anima alla passione di Cristo e fu per questo posta sotto custodia per cinquanta giorni, offrendo un mirabile modello di pazienza e di obbedienza.
NELLO STESSO GIORNO:SANTI MARTIRI CINESI (Agostino Zhao Rong e 119 Compagni)† dal 1648 al 1930Santi Agostino Zhao Rong, sacerdote, Pietro Sans i Jordá, vescovo, e compagni, martiri, che in varie epoche e luoghi della Cina testimoniarono coraggiosamente il Vangelo di Cristo con la parola e con la vita e, caduti vittime di persecuzioni per aver predicato o professato la fede, furono ristorati al glorioso banchetto del cielo.BEATO MOSÈ TOVINI Sacerdote - BRESCIACividate Camuno, Brescia, 27 dicembre 1877 – Brescia, 28 gennaio 1930Professore in Seminario, nel 1905 Mosè Tovini entra nella Congregazione dei sacerdoti oblati. Il suo stile era fatto di puntualità, preparazione seria, chiarezza, discrezione,obbedienza assoluta alle direttive della Chiesa, del Papa, del Vescovo. La sua vita fu caratterizzata dall’umiltà e dalla mitezza. Nel 1926 Mosè Tovini fu chiamato all’incarico di Rettore del Seminario; si presentò ai chierici parlando dei tre candori che devono riempire il cuore del candidato al sacerdozio: l’Eucaristia, la Vergine Immacolata e il Papa.BEATO GIOVANNI CACCIAFRONTE de Sordi Vescovo e martire - MANTOVACremona, 1125 ca. – Vicenza, 16 marzo 1181A Vicenza, beato Giovanni Sordi o Cacciafronte, vescovo e martire, che, dapprima abate, fu condannato all’esilio per la sua fedeltà al papa; eletto poi vescovo di Mantova e trasferito infine alla sede di Vicenza, morì per la libertà della Chiesa trafitto con la spada da un sicario.
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