XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Domenica 12 Luglio 2026
Dal libro del profeta Isaìa - Zc 9,9-10Così dice il Signore:«Come la pioggia e la neve scendono dal cieloe non vi ritornano senza avere irrigato la terra,senza averla fecondata e fatta germogliare,perché dia il seme a chi seminae il pane a chi mangia,così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:non ritornerà a me senza effetto,senza aver operato ciò che desideroe senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
1. Isaia paragona la capacità della pioggia e della neve a quella della Parola di Dio. PIOGGIA E NEVE SONO UN BENE IRRINUNCIABILE PER LA TERRA che da loro viene irrigata e fecondata.2. Così è della Parola di Dio. Tu non ne puoi fare a meno. Il progetto che Dio ha su di te si realizzerà NELLA MISURA DEL TUO ASCOLTARE ACCOGLIERE E TRADURRE IN VITA QUOTIDIANA la Parola di Dio.3. Forse molti cristiani inacidiscono e appassiscono dentro il susseguirsi di giorni non irrorati né fecondati dalla PAROLA che VEICOLA A NOI GIORNALMENTE CIÒ CHE È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO AL NOSTRO GERMOGLIARE E FIORIRE FRUTTIFICANDO IL BENE.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 8,18-23Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
1. Paolo presenta la realtà del momento attuale in contrapposizione con la prospettiva eterna e futura. Adesso siamo in una situazione di sofferenza ma QUESTO NON È UN ARGOMENTO CONTRARIO ALLA GLORIA FUTURA che sarà rivelata in noi; ci è promessa una pienezza di vita. GIÀ e NON ANCORA della salvezza: già salvi ma non ancora pienamente.2. La creazione stessa dice l'apostolo geme e soffre. Come una donna partoriente è segnata dal dolore nel momento grandioso del parto, la vita nasce dal dolore ma NEL MOMENTO IN CUI IL FIGLIO È NATO IL DOLORE È SUPERATO E C'È UNA GIOIA GRANDE PERCHÉ È NATA LA VITA. Apri il tuo orizzonte non fermarti solo al momento presente!3. NOI che abbiamo le primizie dello Spirito dice l'apostolo GEMIAMO INTERIORMENTE ASPETTANDO L'ADOZIONE A FIGLI, cioè aspettando che si realizzi in pienezza quello che ci è già stato concesso: SIAMO GIÀ DIVENTATI FIGLI MA NON LO SIAMO ANCORA PIENAMENTE e nonostante le difficoltà del tempo presente tendiamo verso la pienezza futura verso il compimento. Buon cammino...
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+ Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 13,1-23
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:“Udrete, sì, ma non comprenderete,guarderete, sì, ma non vedrete.Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,sono diventati duri di orecchie hanno chiuso gli occhi,perché non vedano con gli occhi,non ascoltino con gli orecchie non comprendano con il cuoree non si convertano e io li guarisca!”.Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
1. Gesù è uscito dal Padre, È VENUTO NEL MONDO PER PORTARE IL SEME DELLA PAROLA E PER FAR GERMOGLIARE IL REGNO DI DIO. La gente fa fatica a seguirlo e molti lo lasciano DA COSA DIPENDE QUESTO FALLIMENTO? Dal seminatore, dal seme oppure dal terreno dove il seme va a cadere? È SUL TERRENO CHE DOBBIAMO LAVORARE... Buon lavoro…
2. QUATTRO TERRENI PRESENTI IN NOI: 1. LA STRADA, un terreno duro: in un cuore duro e rigido il seme non entra. 2. IL TERRENO ROCCIOSO CON POCA TERRA: un cuore che accoglie il seme ma non ha terra per le radici, muore. (è l’entusiasmo senza la fatica del quotidiano) 3.IL TERRENO SPINOSO: un cuore soffocato dalle preoccupazioni della vita, il seme muore (le spine non fanno entrare la luce per il seme) 4. IL TERRENO BUONO: il cuore bello che accoglie il seme e lo fa crescere (è la bella persona). TUTTO CIÒ È PRESENTE IN NOI!
3. Prendiamo COSCIENZA della nostra realtà NON SCORAGGIAMOCI LAVORIAMO i vari terreni che ci sono in noi RINNOVIAMO LA FIDUCIA nella forza del seme, e accadrà che quel seme produrrà in noi il 100, 60 e il 30. CORAGGIO…
BUONA DOMENICA...
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«Al cammello basta poco cibo. Egli lo conserva dentro di sé, finché non ritorna alla stalla, lo fa risalire in bocca, lo rumina fino a che non entra nelle sue ossa e nella sua carne. Il cavallo, invece, ha bisogno di una grande quantità di cibo; mangia ogni momento ed espelle subito quello che ha mangiato. Non imitiamo il cavallo, imitiamo invece il cammello: custodiamo il seme della Parola di Dio in noi perché porti frutto».
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LECTIO DIVINA - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
OMELIA - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
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