lunedì 16 febbraio 2026

16.02 SANTA GIULIANA DI NICOMEDIA

SANTA GIULIANA DI NICOMEDIA

Santa Giuliana di Nicomedia visse tra la fine del III e l’inizio del IV secolo, nel tempo della grande persecuzione contro i cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano. Nicomedia, sua città natale, era allora una delle capitali dell’Impero romano d’Oriente, centro politico e militare di grande importanza.

Le notizie storiche su di lei sono essenziali, ma il suo culto è molto antico: il suo nome compare già nel Martirologio geronimiano (V secolo), segno di una venerazione diffusa fin dai primi secoli. I particolari della sua vita derivano soprattutto da una Passio, un racconto agiografico che, pur arricchito da elementi simbolici, conserva un nucleo di verità sulla sua testimonianza.

Giuliana era figlia di un funzionario pagano, Africano, che l’aveva promessa in sposa fin da piccola a Eleusio, uomo vicino al potere imperiale. Crescendo, però, la giovane maturò un cammino interiore che la portò a riconoscere la fede cristiana come verità e a ricevere il battesimo in segreto. Quando giunse il momento delle nozze, rifiutò il matrimonio. Secondo una tradizione, pose una condizione chiara: avrebbe sposato Eleusio solo se si fosse convertito a Cristo.

Il rifiuto non fu solo familiare ma politico e religioso: una giovane donna che respingeva un’unione vantaggiosa per rimanere fedele a una fede proibita rappresentava una sfida all’ordine sociale. Denunciata come cristiana, Giuliana fu sottoposta a torture perché abiurasse, ma rimase salda. La sua fermezza nella fede la condusse infine al martirio, probabilmente per decapitazione, attorno agli anni 303–305.

La tradizione racconta che il suo corpo fu portato in Italia e sepolto a Cuma. Nel corso dei secoli le sue reliquie furono venerate in vari luoghi e il suo culto si diffuse ampiamente nel Medioevo, in particolare in Campania e nei Paesi Bassi. È invocata come patrona delle partorienti e degli ammalati, segno di una devozione legata alla protezione nella fragilità e nel dolore.

La figura di Giuliana unisce due aspetti forti: la purezza di una scelta personale libera e la forza di una fede che resiste alle pressioni del potere, della famiglia e della società.

Per noi oggi

1. Dire “no” può essere un atto di fede.
Giuliana non compie gesti eclatanti: semplicemente rifiuta ciò che contraddice la sua coscienza. Anche oggi la fedeltà al Vangelo passa spesso da “no” silenziosi ma decisivi: a compromessi, relazioni sbagliate, scelte comode ma ingiuste.

2. La libertà interiore vale più dell’approvazione esterna.
Aveva davanti sicurezza, prestigio, protezione. Ha scelto Cristo, sapendo di perdere tutto. In un’epoca in cui cerchiamo consenso e paura dell’esclusione, la sua vita domanda: quanto siamo davvero liberi dentro?

3. La fede non è un sentimento privato, ma una scelta che si vede.
La sua decisione ha avuto conseguenze pubbliche, sociali e persino politiche. Anche oggi la fede autentica non resta chiusa nel cuore: prima o poi si traduce in scelte concrete che qualcuno noterà — e non sempre applaudirà.

Giovane cristiana, il padre, pagano, la promette in sposa al prefetto Eleusio, anch’egli pagano. Lei accetta a patto che l’uomo si converta. Denunciata come cristiana, viene arrestata e torturata, ma non rinnega la fede. Viene decapitata verso il 305, al tempo dell’imperatore romano Massimiano. 


NELLO STESSO GIORNO:

BEATO GIOVANNI BODEO Religioso e martire - BRESCIA
† Praga, Repubblica Ceca, 15 febbraio 1611

Il 15 febbraio 1601 quattordici frati minori venivano barbaramente martirizzati da una folla inferocita, aizzata dai luterani al servizio del vescovo di Passau Leopoldo, che assalì la chiesa ed il convento di Santa Maria della neve di Praga. Per il fatto di essere cattolici e in odio alla fede, i religiosi vennero denudati e martirizzati in diversi modi. Federico Bachstein, il capogruppo, fu trafitto con una lancia al cuore. Il maggio 2012 Papa Benedetto  XVI ha riconosciuto il martirio di questi intrepidi testimoni della fede, tra i quali anche l’italiano Fra Giovanni Bodeo o Rode, nato a Monpiano (Brescia), fratello laico, ortolano e aiutante del sacrestano.

 

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