martedì 3 febbraio 2026

UN DONO PIÙ DI MILLE PROTOCOLLI.

UN DONO PIÙ DI MILLE PROTOCOLLI.

La storia racconta l’incontro sorprendente tra un allevatore polacco di cavalli arabi e il Papa, noto per la sua familiarità con l’equitazione. L’idea di regalare un cavallo al Pontefice nasce dall’immagine del Papa a cavallo, che rivela non solo un uomo capace di cavalcare con naturalezza, ma soprattutto un’anima che comprende la bellezza e la nobiltà degli animali. L’allevatore, convinto che il suo cavallo fosse perfetto per lui, intraprende un lungo viaggio fino a Roma.

Quello che doveva essere un breve momento formale diventa una lunga e gioiosa conversazione, durante la quale il Papa dimostra un’autentica passione per i cavalli, prendendo subito le redini con sicurezza e grazia. Il donatore racconta il legame immediato tra l’animale e il Santo Padre, come se entrambi si fossero riconosciuti. Il cavallo, scelto per temperamento, bellezza ed equilibrio, viene accolto a Castel Gandolfo, dove potrà essere per il Papa non solo un dono simbolico, ma anche un’occasione di pace e riposo.

Il gesto non rimane isolato: la notizia risuona in tutto il mondo, suscitando orgoglio nel mondo equestre polacco e richiamando l’attenzione internazionale. Per l’allevatore, donare quel cavallo è stato più di un omaggio: è stato un’offerta di gioia, un ponte tra la sua terra e il cuore della Chiesa. E, soprattutto, la prova che un piccolo gesto compiuto con amore può diventare un segno che tocca milioni di persone.

 

PER NOI OGGI

 1.     Forse non è la grandezza dei doni a cambiare il mondo, ma la sincerità con cui li offriamo.

 2.     La vera autorità non si dimostra con il potere, ma con la capacità di lasciarsi sorprendere.

 3. Un gesto audace può parlare più forte di mille discorsi religiosi: quando è autentico, evangelizza da solo.

 

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