ASCENSIONE DEL SIGNORE
Con gioia e speranza la liturgia dell’Ascensione ci invita a contemplare Gesù Cristo che, dopo aver dato ai discepoli le ultime istruzioni, sale al cielo e prende il suo posto accanto al Padre. Gli apostoli ricevono una missione precisa: attendere il dono dello Spirito Santo, vera forza della Chiesa e sorgente di ogni evangelizzazione. Non saranno la sapienza o i mezzi umani a sostenere l’annuncio del Vangelo, ma la potenza stessa di Dio.
I discepoli sono inviati ad annunciare la buona novella a tutti i popoli, a battezzare e a testimoniare Cristo fino ai confini della terra. La Chiesa comprende subito che la sua identità è missionaria e che dovrà custodire fedelmente il deposito della fede attraverso le generazioni. Le parole di Gesù diventano il tesoro vivo della comunità cristiana: “Io sono con voi sempre”. Lo Spirito custodisce integra la rivelazione e rende la Chiesa fedele alla verità.
Anche oggi il compito più grande resta quello di vivere e trasmettere autenticamente la Parola di Dio. L’Ascensione rivela inoltre la gloria di Cristo che, dopo la passione e la croce, siede alla destra del Padre come capo dell’umanità redenta. In Lui anche la nostra natura umana entra nella gloria di Dio. Gesù continua a intercedere per noi e dona speranza alla Chiesa nelle prove della storia. Nessuna difficoltà potrà sconfiggere definitivamente chi appartiene a Cristo, perché la sua vittoria sul peccato e sulla morte è già compiuta. La forza del Risorto sostiene la fedeltà, il servizio, la missione e la santità quotidiana.
Maria stessa vive la gioia piena nel sapere il Figlio glorificato accanto al Padre. L’Ascensione allora non è un addio, ma una promessa: Cristo prepara un posto anche per noi e tornerà nella gloria. Per questo la Chiesa vive nell’attesa fiduciosa del Signore, alimentata dalla speranza e sostenuta dalla presenza viva di Gesù nel cammino di ogni giorno.
Per noi oggi:
Se davvero crediamo che Cristo è vivo e presente, perché tante volte viviamo come se Dio fosse assente nelle nostre scelte quotidiane?La fede non può essere una tradizione comoda: o trasforma la vita oppure resta solo abitudine religiosa. Gli apostoli hanno evangelizzato il mondo con la forza dello Spirito; noi spesso confidiamo solo nei mezzi, nell’immagine e nelle parole vuote.Quanto spazio lasciamo davvero allo Spirito Santo nelle nostre comunità e nelle nostre decisioni? Gesù affida alla Chiesa il Vangelo intero, non una versione ridotta o più facile da accettare.Siamo testimoni coraggiosi della verità oppure cristiani silenziosi che hanno paura del giudizio degli altri?
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