BEATO APOLLINARE DA POSATIl beato Apollinare da Posat, al secolo Jean-Jacques Morel, nacque il 12 giugno 1739 nel villaggio di Préz-vers-Noréaz, presso Friburgo, in Svizzera. Fin da giovane ricevette una solida formazione cristiana e culturale, maturando la vocazione religiosa. Entrò tra i Cappuccini nel 1762, assumendo il nome di Apollinare da Posat, ed emise la professione religiosa l'anno successivo.
Ordinato sacerdote nel 1764, svolse con generosità il ministero pastorale in diverse parrocchie svizzere, distinguendosi come predicatore, formatore dei giovani religiosi, insegnante e confessore. Nel 1788 fu inviato in Francia, dove esercitò il ministero nel convento di Marais. Lo scoppio della Rivoluzione Francese, ostile alla Chiesa e agli ordini religiosi, cambiò radicalmente la sua vita. Dopo la soppressione delle comunità religiose continuò con coraggio il suo ministero in modo clandestino, rimanendo accanto ai fedeli nonostante i gravissimi rischi.
Il 14 agosto 1792, terminata la celebrazione della Messa, si consegnò volontariamente alle autorità. Pochi giorni dopo, il 2 settembre 1792, fu ucciso nel tragico massacro del convento carmelitano di Parigi, offrendo la propria vita in odio alla fede. Prima della morte lasciò parole di straordinaria serenità cristiana, invitando a non piangere per lui, ma a guardare a Cristo, che attraverso la sofferenza è entrato nella gloria.
Per Apollinare il martirio non era una sconfitta, ma il compimento della sua fedeltà al Vangelo e al proprio ministero sacerdotale. Il suo esempio testimonia che la forza della fede supera la violenza, l'odio e la persecuzione. Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, lo proclamò beato insieme ad altre 190 vittime della persecuzione rivoluzionaria, riconoscendo nella loro morte il luminoso esempio di una Chiesa che rimane fedele a Cristo anche nel tempo della prova. per noi oggi 1. Noi difendiamo la nostra fede anche quando costa qualcosa, oppure la mettiamo da parte per evitare problemi? Il Vangelo si testimonia soprattutto quando richiede coraggio. 2. Apollinare celebrava l'Eucaristia rischiando la vita; noi con quale amore partecipiamo alla Messa? Ciò che per lui era un dono da custodire, per noi rischia di diventare un'abitudine. 3. Il martirio non appartiene solo al passato: oggi siamo pronti a rimanere fedeli a Cristo nelle piccole prove quotidiane? La santità nasce dalla fedeltà di ogni giorno, prima ancora che dai grandi gesti.
Préz-vers-Noreaz, Svizzera, 12 giugno 1739 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Gian Giacomo Morel compì la sua formazione religiosa e scolastica alle dipendenze del vicario parrocchiale Francesco Giuseppe Morel, suo zio, tre anni dopo perfezionò la sua formazione nel collegio dei gesuiti S. Michele a Friburgo. A 23 anni vestì l'abito cappuccino nel convento di Zug con il nome di fra Apollinare da Posat (paese d'origine del padre). Ordinato sacerdote nel 1764, esercitò il ministero di aiuto al clero nelle parrocchie e della predicazione delle missioni al popolo. Fu martirizzato a Parigi durante la rivoluzione francese. Il 17 ottobre 1926 papa Pio XI lo annoverò tra i beati insieme ad altri 190 martiri.
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SANT' ALBERTO DI PONTIDA ABATEm. 1096 circaA Pontida in provincia di Bergamo, santi Alberto e Vito, monaci, dei quali il primo antepose alle armi e agli onori del mondo il servizio a Cristo e fondò nella sua città un monastero improntato alle consuetudini cluniacensi, che il secondo governò.
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