Santa Chiara da Montefalco nacque in Umbria, a Montefalco, nel 1268. Fin da bambina manifestò una grande attrazione per la preghiera e la contemplazione. A soli sei anni seguì l’esempio della sorella Giovanna, entrando nel reclusorio fondato dalla famiglia, dove iniziò una vita di penitenza e amore per la Passione di Cristo.
Nel 1290 il piccolo romitorio divenne il Monastero della Croce, con la regola di Sant’Agostino. Dopo la morte della sorella Giovanna, nel 1291, Chiara fu scelta come badessa a soli ventitré anni. Accettò con umiltà l’incarico e guidò la comunità con saggezza, carità e fermezza, curando la vita spirituale delle monache e aiutando poveri e bisognosi.
La sua fama crebbe tra sacerdoti e persone istruite, che cercavano in lei una guida spirituale. Tuttavia visse una lunga prova interiore: per undici anni sperimentò l’aridità spirituale, continuando a credere nonostante il silenzio di Dio.
Nel 1294, nel giardino del monastero, ebbe una visione di Cristo con la croce, che le disse: «Io cerco un luogo forte, nel quale possa piantare la croce». Quel luogo era il cuore di Chiara, che da allora ripeteva: «Ho Gesù mio dentro il mio cuore».
Negli ultimi anni della vita Chiara si ammalò e si dedicò sempre più alla contemplazione. Prima di morire raccomandò alle consorelle di vivere nell’umiltà, obbedienza, pazienza e carità. Morì il 17 agosto 1308, a quarant’anni, nella chiesa del monastero.
Dopo la sua morte, durante la conservazione del corpo, furono scoperti nel suo cuore segni della Passione di Cristo, come la croce, i chiodi e la corona di spine. La fama di santità si diffuse rapidamente e ancora oggi il suo corpo incorrotto è custodito a Montefalco.
Santa Chiara rappresenta un esempio di fede profonda, amore per Cristo e capacità di trasformare la sofferenza in dono per gli altri.
per noi oggi
1. Chiara cercò Dio anche nel silenzio e nella fatica interiore. Sappiamo ancora rimanere fedeli quando non riceviamo risposte immediate?
2. Il suo cuore divenne il luogo dove Cristo poteva “piantare la croce”. Il nostro cuore è davvero aperto all’amore o è occupato solo dalle nostre preoccupazioni?
3. Guidò gli altri non con il potere, ma con servizio e umiltà. In un mondo che cerca visibilità, siamo capaci di servire senza cercare riconoscimenti?
Montefalco, Perugia, 1268 - Montefalco, 17 agosto 1308
A Montefalco in Umbria, santa Chiara della Croce, vergine dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che resse il monastero di Santa Croce e fu ardente di amore per la passione di Cristo.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
1. Isaia ci propone un TESTO DI APERTURA, DI ACCOGLIENZA verso coloro che non fanno parte del gruppo sacro degli Ebrei. LA CHIUSURA IDEOLOGICA di alcuni Ebrei al tempo di Gesù era LEGATA AD UNA SCUOLA DI PENSIERO RELIGIOSO ma nell'Antico testamento sono molte le pagine di apertura e di accoglienza. Quali e quante sono le nostre chiusure ideologiche?
2. IL SIGNORE CHIEDE DI OSSERVARE IL DIRITTO E DI PRATICARE LA GIUSTIZIA perché la sua salvezza sta per venire, ma questa salvezza sarà anche per gli stranieri che hanno aderito al Signore, A COLORO CHE HANNO SCELTO DI AMARE IL NOME DEL SIGNORE E CHE VOGLIONO ESSERE SUOI SERVI. La salvezza è dono e impegno d'amore…
3. Non serve l'albero genealogico, una garanzia di purezza razziale per accedere alla salvezza, CI VUOLE DISPONIBILITÀ E ACCOGLIENZA. Gli stranieri che aderiscono al Signore verranno condotti sul Monte Santo e saranno colmati di gioia nella mia casa di preghiera. MAI PRIMA D’ORA ERA STATA FATTA UNA PROMESSA COSÌ ALTA.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 11,13-15.29-32
Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
1. Paolo lavora intensamente a favore della conversione dei pagani SPERANDO ANCHE DI SUSCITARE LA GELOSIA DEI SUOI CONSANGUINEI. Dovrebbero chiedersi: perché Paolo sta producendo molti frutti e noi non ne stiamo producendo alcuno? DI SICURO NON È PER SUO MERITO. DI CERTO È PER GRAZIA. È PER GRAZIA PERCHÉ IL SIGNORE È CON LUI.
2. Paolo ci fa comprendere il piano di salvezza di Dio. IL RIFIUTO DI ISRAELE AD ACCOLGIERE IL MESSIA HA ACCELERATO L’EVANGELIZZAZIONE DEI PAGANI senza che Israele fosse escluso dalla salvezza. I DONI E LA CHIAMATA DI DIO SONO IRREVOCABILI! Il piano di salvezza di Dio È PER TUTTI, la sua MISERICORDIA è fonte di salvezza!
3. E conclude: “Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per essere misericordioso verso tutti” Che significa? Significa che LA SCRITTURA DIMOSTRA CHE TUTTI SONO PECCATORI TUTTI SONO DISOBBEDIENTI, chi in un modo chi in un altro, chi prima chi poi, DIMOSTRA CHE TUTTI HANNO BISOGNO DI ESSERE SALVATI e DIO OFFRE LA SUA MISERICORDIA A TUTTI: agli ebrei, agli altri popoli e anche a noi. Deo gratias!
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
1. UNA DONNA PAGANA OPPRESSA GLI SI AVVICINÒ. Ma Gesù non le rivolse neppure una parola. I suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Cacciala fuori dai piedi, perché ci viene dietro gridando!». SI, CI SONO PERSONE CHE CI DISTURBANO, I DISCEPOLI VOGLIONO VIVERE TRANQUILLI SENZA VEDERLI… Ci lasciamo disturbare??
2. E Gesù: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella: «SIGNORE, AIUTAMI!». Ed egli: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Come gli ebrei di allora, Gesù credeva che era stato mandato solo al suo popolo. SIAMO CAPACI DI CAMBIARE I NOSTRI PROGETTI, LE NOSTRE IDEE QUANDO DIO CE LO CHIEDE?
3. È vero, Signore – disse la donna –, eppure I CAGNOLINI MANGIANO LE BRICIOLE CHE CADONO DALLA TAVOLA DEI LORO PADRONI. Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! LA DONNA INTUÌ CHE NON SI PUÒ NEGARE A NESSUNO “IL PANE QUOTIDIANO”. Alla donna bastano le briciole… Avvenga per te come desideri». Tutto è possibile per chi CREDE. Aiuta la nostra FEDE…
BUONA DOMENICA...
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CREDERE
Cosa non si riesce ad ottenere, se si crede davvero! La fede e l’amore vincono l’apparente durezza di Gesù. Così una donna pagana diventa maestra di perseveranza, di fede, di preghiera. Noi abbiamo la stessa costanza nel pregare e nel credere? Ci accontentiamo delle briciole? La fede partorisce miracoli! Ma credente è chi, in obbedienza al participio presente del verbo, rinnova il suo credo continuamente.
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LECTIO DIVINA - XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
+ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 11,16-24
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
1. Per coloro che rifiutano di convertirsi È SEMPRE PRONTO UN ALIBI PUR DI NON IMPEGNARSI in questo percorso, difficile ma felice. Tuttavia gli alibi non reggono e la realtà alla fine ‘VIENE RICONOSCIUTA PER LE SUE OPERE’: il bene viene riconosciuto come bene (e il male come male).
2. Gesù reagisce e rende pubblica la loro incoerenza. Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! per la chiusura e l'indifferenza di fronte all'annuncio e ai miracoli. È DAVVERO TRISTE COMPORTARSI IN MANIERA FREDDA ED INDIFFERENTE DI FRONTE ALL'AMORE DI DIO, soprattutto quando Egli ce ne ha dato tante prove concrete e tangibili.
3. Guai a noi quando siamo certi della nostra salvezza! IL SIGNORE GIUDICHERÀ OGNI UOMO SUL FONDAMENTO DI OGNI GRAZIA DA LUI CONCESSA. Più doni abbiamo ricevuto e più è la responsabilità. E Sodoma che non ha avuto le grazie concesse a Betsàida avrà un giudizio meno duro. Lasciamoci scuotere dalla Parola di Dio.
San Rocco (1345-1379 circa) è uno dei santi più amati dalla tradizione popolare cristiana, anche se le notizie storiche sulla sua vita sono in parte frammentarie. Secondo gli studi più accreditati nacque a Montpellier, in Francia, in una famiglia ricca ma profondamente cristiana e dedita alla carità.
La tradizione racconta che venne al mondo con una croce vermiglia sul petto, segno della sua futura missione. Rimasto orfano in giovane età, decise di abbandonare le ricchezze familiari per seguire Cristo nella povertà: vendette i suoi beni, entrò nel Terz’Ordine francescano e partì come pellegrino verso Roma. Durante il viaggio attraversò diverse città italiane colpite dalla peste, mettendosi volontariamente al servizio degli ammalati negli ospedali.
Ad Acquapendente, nel 1367, assistette i malati senza paura del contagio e, secondo la tradizione, molti guarirono grazie alla sua preghiera e al segno della croce. Proseguì poi verso altre località dell’Italia centro-settentrionale, portando conforto, cura e speranza agli appestati. Giunto a Roma, avrebbe guarito un cardinale dalla peste, venendo presentato anche a papa Urbano V. Durante il ritorno verso la patria, a Piacenza si ammalò a sua volta di peste e si ritirò in una capanna vicino a Sarmato, dove un cane gli portava ogni giorno del pane salvandolo dalla fame.
Dopo la guarigione riprese il viaggio, ma venne arrestato a Voghera come persona sospetta. Non volle rivelare la propria identità, dichiarandosi soltanto «umile servitore di Gesù Cristo», e rimase in prigione per anni. Morì il 16 agosto tra il 1376 e il 1379. Dopo la sua morte il suo culto si diffuse rapidamente e San Rocco divenne il grande protettore contro le epidemie, invocato soprattutto durante le pestilenze. Il suo esempio continua a ricordare il valore della solidarietà verso i malati, i poveri e gli emarginati.
È venerato come patrono degli appestati, degli infermieri, dei pellegrini e degli operatori impegnati nell’assistenza ai malati.
per noi oggi
1. San Rocco non fuggì davanti alla sofferenza degli altri, ma si avvicinò proprio dove tutti avevano paura di andare. Oggi siamo capaci di prenderci cura di chi soffre anche quando costa fatica?
2. Lasciò ricchezze e sicurezza per scegliere il servizio ai più deboli. Quanto spazio lasciamo nella nostra vita alla comodità rispetto alla solidarietà?
3. Il suo nome è legato a una malattia terribile, ma la sua memoria parla soprattutto di amore. Anche nelle crisi più grandi, possiamo scegliere di essere strumenti di speranza.
Montpellier, Francia, 1345/1350 - Angera, Varese, 16 agosto 1376/1379
In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.
NELLO STESSO GIORNO:
SANTO STEFANO D'UNGHERIA RE
Esztergom, Ungheria, ca. 969 - Budapest, Ungheria, 15 agosto 1038
Santo Stefano, re d’Ungheria, che, rigenerato nel battesimo e ricevuta da papa Silvestro II la corona del regno, si adoperò per propagare la fede cristiana tra gli Ungheresi: riordinò la Chiesa nel suo regno, la arricchì di beni e di monasteri, fu giusto e pacifico nel governare i sudditi, finché a Székesfehérvár in Ungheria, nel giorno dell’Assunzione, la sua anima salì in cielo.
ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (Messa del Giorno)
15 Agosto 2026
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo - Ap 11,19; 12,1-6.10
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».
1. Una donna che appare nel cielo, la donna vestita di sole con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Chi è? È LA PERSONA UMANA, È LA DIGNITÀ DELL'UOMO CREATA BELLA DA DIO superiore alle fasi del tempo, è il centro dell'universo, è il cuore del progetto Divino.
2. Ma il parto di questa donna è frustrato perché il figlio viene rapito verso Dio e la donna si trova nel deserto. IL DRAGO TENTA DI DIVORARE IL FIGLIO MA NON CI RIESCE, IL CONFLITTO PERDURA. La risurrezione di Cristo segna la vittoria di Dio e il compimento del suo disegno.
3. IN MARIA l'umanità pensata bella da Dio all'inizio della creazione, è realizzata nella bellezza finale. MARIA CI MOSTRA L’UMANITÀ BELLA, REALIZZATA. Quello che Dio ha pensato lo ha effettivamente realizzato...
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi - 1Cor 15,20-26
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
1. San Paolo ai Corinzi ci spiega il senso teologico di questa festa. CRISTO È RISORTO DAI MORTI, Lui che è la primizia, lui, il primo. È il primo di una serie. IN QUESTA SERIE C’È TUTTA L’UMANITÀ.
2. In Adamo, tutti muoiono, MA IN CRISTO, TUTTI RICEVONO VITA. La piena realizzazione di questo progetto è graduale segue un ordine: prima Cristo, poi quelli di Cristo, poi sarà la fine, poi il compimento escatologico. CHI PIÙ DI MARIA APPARTIENE A CRISTO?
3. CRISTO È IL PRIMO, MARIA È LA SECONDA e con la sua assunzione al cielo ci ricorda il destino di gloria e di felicità che attende tutti noi dopo la prova della morte. LA RISURREZIONE DI MARIA SEGNA LA SUA PIENA APPARTENENZA AL PROGETTO DI DIO, la sua totale disponibilità ad accogliere il Signore.
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
1. Mentre la vita spesso sembra farci solo sprofondare verso il basso, il Vangelo ci ricorda che IL CIELO È LA NOSTRA PATRIA. IN MARIA ASSUNTA, TUTTO È PORTATO A PIENEZZA: la vita, la donna, la madre, la sposa; la promessa, l’annuncio, la nascita, la crescita, la missione, la croce, la risurrezione. Maria il primo germoglio della nuova umanità… IMITIAMOLA…
2. GESÙ FA NASCERE SUA MADRE ALLA VITA DI DIO, GESÙ CI FA NASCERE ALLA VITA DEL CIELO. Davvero Dio ha “innalzato gli umili”, come proclama Maria nel Magnificat, ha innalzato gli uomini dalla condizione umile, terrena, a quella celeste, altrimenti inarrivabile per noi peccatori… LA FEDE E' CAPACE DI “GRANDI COSE”...
3. La Vergine Madre di Cristo assunta nella gloria dei cieli RIVELA IL COMPIMENTO DEL MISTERO DI SALVEZZA e fa risplendere per noi, pellegrini sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. MARIA NOSTRA CONSOLAZIONE E NOSTRA SPERANZA…
BUONA FESTA DELL'ASSUNZIONE…
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ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Il dogma dell'Assunzione di Maria è una certezza incrollabile, definita e definitiva; perciò questa festa è fonte di grande forza, speranza e fiducia per tutti noi. Alla fine della vita terrena, MARIA È ANDATA IN DIO. Alla fine della mia vita, c'è Lui, Dio, la Casa. Assumptus viene da sumo (prendere, afferrare) e ad (verso di sé): prendere con sé. Con la morte ti sembra di cadere in un baratro infinito, nel nulla, e, invece, no! C'È UNA MANO CHE TI AFFERRA (ad-sumo) E CHE TI PRENDE, così tu non cadi nel vuoto.
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Maria Assunta in cielo ci invita a non attaccare il nostro cuore alla terra, ai desideri terreni. Ma ad aspirare a cose più alte; a guardare oltre il ristretto limite di questa terra, in vista di un Oltre e di un Altro divino. Continuiamo a camminare quaggiù, ma con lo sguardo al cielo: «là saremo esenti da ogni male, vedremo e ameremo, ameremo e loderemo. Sarà per noi la fine senza fine» (sant’Agostino).
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LECTIO DIVINA - ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
+ Lettura dal Vangelo secondo Luca - Lc 1,39-56 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
1. Mentre la vita spesso sembra farci solo sprofondare verso il basso, il Vangelo ci ricorda che IL CIELO È LA NOSTRA PATRIA. IN MARIA ASSUNTA, TUTTO È PORTATO A PIENEZZA: la vita, la donna, la madre, la sposa; la promessa, l’annuncio, la nascita, la crescita, la missione, la croce, la risurrezione. Maria il primo germoglio della nuova umanità… IMITIAMOLA…
2. GESÙ FA NASCERE SUA MADRE ALLA VITA DI DIO, GESÙ CI FA NASCERE ALLA VITA DEL CIELO. Davvero Dio ha “innalzato gli umili”, come proclama Maria nel Magnificat, ha innalzato gli uomini dalla condizione umile, terrena, a quella celeste, altrimenti inarrivabile per noi peccatori… LA FEDE E' CAPACE DI “GRANDI COSE”...
3. La Vergine Madre di Cristo assunta nella gloria dei cieli RIVELA IL COMPIMENTO DEL MISTERO DI SALVEZZA e fa risplendere per noi, pellegrini sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. MARIA NOSTRA CONSOLAZIONE E NOSTRA SPERANZA…
L’Assunzione della Beata Vergine Maria è uno dei misteri più importanti della fede cattolica. L’1 novembre 1950, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, papa Pio XII proclamò solennemente il dogma secondo cui Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Questo insegnamento si collega agli altri grandi dogmi mariani: la Maternità divina, la Verginità perpetua, l’Immacolata Concezione e appunto l’Assunzione.
Maria, preservata dal peccato originale e totalmente unita a Cristo, è considerata il primo frutto della Redenzione e il segno della speranza per tutti i credenti destinati alla risurrezione finale. La fede nell’Assunzione è molto antica: già nei primi secoli cristiani santi come Efrem il Siro, Epifanio di Salamina e Ireneo di Lione approfondirono il ruolo unico di Maria nella storia della salvezza, presentandola come la nuova Eva accanto a Cristo, nuovo Adamo.
La festa nacque in Oriente nel VI secolo con il nome di Dormizione della Vergine e successivamente si diffuse in Occidente grazie ai papi che ne aumentarono la solennità liturgica. Nei secoli numerosi santi e teologi, tra cui Alberto Magno, Bonaventura da Bagnoregio e Antonio di Padova, approfondirono il significato spirituale di questo mistero. L’Assunzione mostra l’intima unione tra Maria e Gesù: come il Figlio è risorto e glorificato, così anche la Madre partecipa anticipatamente alla gloria promessa ai redenti. La mancanza di reliquie corporee della Vergine è stata vista dalla tradizione cristiana come un ulteriore segno della sua glorificazione celeste.
Nel XX secolo, dopo numerose richieste dei fedeli e dei vescovi, Pio XII definì il dogma nel contesto dell’Anno Santo del 1950, offrendo al mondo un messaggio di speranza in un periodo segnato da guerre e crisi spirituali. Maria Assunta è quindi per ogni cristiano un modello di fede e la certezza che la vita umana, unita a Dio, è chiamata alla pienezza della gloria eterna.
per noi oggi
1. Maria ci ricorda che la nostra vita non finisce nel limite della terra. Viviamo come persone destinate all’eternità o solo inseguendo successi momentanei?
2. L’Assunzione mostra che Dio valorizza la persona nella sua interezza, corpo e anima. In una società che spesso usa o disprezza il corpo, riscopriamo la sua vera dignità?
3. Maria è il segno della speranza anche nei momenti più difficili. Quando tutto sembra perduto, abbiamo ancora il coraggio di fidarci della promessa di Dio?
L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59).
15 AGOSTO: ASSUNZIONE AL CIELO DELLA BEATA
VERGINE MARIA
La solennità del 15 agosto si fonda sul dogma
proclamato da Pio dodicesimo. La data è collegata a una festa mariana celebrata
a Gerusalemme. In questo giorno nel 1483 fu consacrata la Cappella Sistina.
Ogni anno il 15 agosto la Chiesa cattolica ci invita a
guardare con maggiore attenzione alla Madonna, a conoscerla meglio, a pregarla
di più. Si festeggia infatti la solennità dell’Assunzione della Vergine Maria.
Fu Pio dodicesimo nel 1950 con la Costituzione apostolica Munificentissimus
Deus a proclamare «dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio
sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla
gloria celeste in anima e corpo».
Cosa significa dogma
Il dogma, come noto, è una verità di fede insegnata
dalla Chiesa cattolica come rivelata da Dio. Complessivamente nel corso della
storia sono stati riconosciuti 44 dogmi di cui 21 collegati al Credo Niceno costantinopolitano,
quello che recitiamo normalmente durante l’Eucaristia domenicale. I dogmi
mariani sono invece quattro. Oltre all’Assunzione, quello proclamato dal
Concilio di Efeso (431) che attesta che «Maria è la Madre di Dio, visto
che ha dato alla luce la Seconda Persona della Trinità, che si è fatta uomo per
il nostro bene». Poi la perenne verginità di Maria (Concilio di
Costantinopoli del 553) e l’Immacolata Concezione. A proclamare questo
dogma fu l’8 dicembre 1854 Pio nono con la Costituzione apostolica “Ineffabilis
Deus”, che spiega: «La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua
concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in
previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata
preservata intatta da ogni macchia del peccato originale».
Perché il 15 agosto
La scelta della data del 15 agosto per la solennità dell’Assunta
ha un’origine piuttosto complessa. «Sembra dipenda dal fatto che a
Gerusalemme, il 15 agosto - a partire dal quinto secolo - si celebrava il
giorno di Maria Madre di Dio. Verso l’inizio del sesto secolo, anche sotto
l’influsso degli apocrifi che cercavano di raccontare gli ultimi giorni della
vita di Maria sulla terra, la festa del 15 agosto cambiò nome e significato, e
fu designata con appellativi diversi: Assunzione, Transito e in particolare Dormizione,
titolo che si imporrà in Oriente a partire dall’ottavo secolo».
Il riposo di Augusto
Abbiamo detto che il dogma dell’Assunta risale al 1950
e rappresenta il punto d’arrivo di un lungo cammino di fede, pietà e ricerca
teologica, non solo della Chiesa cattolica, ma ancor prima dell’antica
tradizione bizantina. Come testimoniano in Oriente, le solenni e vibranti
omelie sulla koímesis o dormizione della “Theotókos” (Madre di Dio) e, in
Occidente, le tante chiese e cattedrali dedicate, nei secoli, alla Vergine
assunta. Il 15 agosto è naturalmente conosciuto anche come Ferragosto,
parola che deriva dalle Feriae Augusti, istituite a Roma nel 18 avanti Cristo.
Richiamavano il riposo di Augusto in onore dell’imperatore. In realtà veniva
chiamata così la prima parte del mese di agosto tradizionalmente dedicata al
relax e alle feste. Il 15 agosto come lo intendiamo adesso risale invece al
ventennio fascista quando, dal 13 al 15 agosto venivano organizzate gite
popolari attraverso treni speciali, inizialmente solo di terza classe, con
prezzi molto scontati.
La Cappella Sistina
Il 15 agosto è anche un giorno particolarmente
significativo per la Cappella Sistina che venne consacrata proprio il 15
agosto, nel 1483 da papa Sisto quarto (Pontefice dal 1471 al 1484) che la
dedicò all’Assunta. In una celebre omelia datata 8 aprile 1984 Giovanni Paolo
II ricordò come questo sia il luogo che ospita il Conclave per l’elezione dei
Papi: «Proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i Cardinali,
aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del
Successore di San Pietro [...] E qui, in spirito di obbedienza a Cristo e
affidandomi alla sua Madre, ho accettato l'elezione scaturita dal Conclave,
dichiarando [...] la mia disponibilità a servire la Chiesa. Così, dunque, la
Cappella Sistina ancora una volta è diventata davanti a tutta la Comunità
cattolica il luogo dell'azione dello Spirito Santo che costituisce nella
Chiesa i vescovi, costituisce in modo particolare colui che deve essere il
Vescovo di Roma e il successore di Pietro».
L’Angelus
Il 15 agosto, solennità dell’Assunta, è, come si dice
popolarmente, festa di precetto, con obbligo di partecipazione alla Messa.
Il Papa reciterà la preghiera mariana dell’Angelus a Mezzogiorno.
In conclusione ecco il paragrafo della Costituzione
apostolica Munificentissimus Deus con cui Pio dodicesimo stabiliva essere
dogma l’Assunzione della Vergine Maria:
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici
istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio
onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a
onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della
morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta
la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli
Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da
Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il
corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Molto significativa anche la nota che accompagna il
testo: «La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità
radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo
il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto
il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i
dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta
parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine,
come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando
di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e
la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure,
analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa
universale, il papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema
autorità».
Per noi oggi:
In un tempo in cui tutto viene messo in discussione,
l’Assunzione di Maria ci sfida a credere nell’invisibile. Mentre la società
celebra il corpo come oggetto, la Chiesa proclama un corpo glorificato. In un
mondo che dimentica il sacro, Ferragosto nasce da una fede millenaria. E se il
cielo fosse davvero la nostra destinazione?
Buona solennità dell’Assunzione al Cielo della Beata
Vergine Maria.
Dal libro del profeta Ezechièle - Ez 16,1-15.60.63
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, fa’ conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un’Ittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l’acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.
Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l’erba del campo. Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza. Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta.
Passai vicino a te e ti vidi. Ecco: la tua età era l’età dell’amore. Io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità. Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te – oracolo del Signore Dio – e divenisti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio. Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di stoffa preziosa. Ti adornai di gioielli. Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Così fosti adorna d’oro e d’argento. Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami. Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo. Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina. La tua fama si diffuse fra le genti. La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Oracolo del Signore Dio.
Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante. Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilirò con te un’alleanza eterna, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto». Oracolo del Signore Dio.
1. Il testo di Ezechiele racconta, con linguaggio metaforico, la storia di Israele a partire dall’elezione che ha portato Dio a SCEGLIERE QUESTO POPOLO TRA GLI ALTRI, a RICOLMARLO DI DONI e a LEGARSI A LUI.
2. Il Signore contempla il suo capolavoro. Vede che è cosa molto bella. È uno splendore. NON AVREBBE POTUTO FARE DI PIÙ. Si è speso in ogni cosa. È questa la storia di Dio con Gerusalemme, con l’umanità, con l’uomo. Il suo desiderio è di innalzare a questa altissima dignità. LUI VUOLE DARE TUTTO SÉ STESSO ALL’UOMO.
3. Tu però, INFATUATA per la tua bellezza e APPROFITTANDO della tua fama, TI SEI PROSTITUITA, concedendo i tuoi favori a ogni passante. Ma Dio dimostra LA SUA FORZA NELLA FEDELTÀ, perché lui – nonostante ne abbia i motivi – non viene meno alla relazione neppure di fronte al tradimento.
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Gesù è più esigente di Mosè nel rispetto della fedeltà nel matrimonio? Gesù dice una parola di verità. E Gesù mai negozia la verità. E questi, questo piccolo gruppetto di teologi illuminati negoziava sempre la verità, riducendola alla casistica. Gesù non negozia la verità: questa è la verità sul matrimonio, non ce n’è un’altra. Allora dicono i discepoli: non conviene e non c’è interesse a sposarsi [Vedono il matrimonio come una convenienza o un interesse!] “Non tutti capiscono questa parola”. Se ci si mette sul piano dell’interesse o della convenienza – dice Gesù – questo è vero. Ma non è il piano di Dio. E allora, chi si sposa pensi non alla convenienza o all’interesse, ma come agganciarsi alla volontà di Dio … senza condizioni o interessi. L’uomo che si sposa deve “lasciare il padre e la madre (propria convenienza, interesse, sicurezza) e imparare a … “diventare una sola carne”. Non pensi a difendere un proprio interesse. “Chi può capire, capisca”. Cioè … faccia proprio così, come dico e intendo io! O anche (rivolto ai farisei) … perché mi tentate sempre!
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La domanda dei discepoli di allora sembra quella degli uomini di oggi: conviene sposarsi? Ma c’è un’altra domanda che i discepoli di oggi dovrebbero porsi: quanto si è indurito il nostro cuore?
San Massimiliano Maria Kolbe (1894 - 1941), al secolo Raimondo Kolbe, nacque in Polonia da una famiglia profondamente cristiana.
Fin da bambino ebbe una visione della Vergine Maria, che gli offrì due corone: una bianca, simbolo della purezza, e una rossa, simbolo del martirio. Le accettò entrambe, scegliendo di consacrare tutta la sua vita a Cristo attraverso l'Immacolata. Entrato tra i Francescani Conventuali, studiò a Roma, dove conseguì la laurea in filosofia e teologia, distinguendosi anche per le sue capacità scientifiche.
Nel 1917 fondò la Milizia dell'Immacolata, con l'obiettivo di diffondere il Vangelo e aiutare le persone a incontrare Cristo attraverso Maria. Convinto dell'importanza della comunicazione, fondò la rivista Il Cavaliere dell'Immacolata, una tipografia, una stazione radio e la grande cittadella di Niepokalanów, che divenne uno dei principali centri missionari del suo tempo. Aprì anche una missione a Nagasaki, in Giappone, dove sorse il Giardino dell'Immacolata, dedicato all'evangelizzazione e all'accoglienza degli orfani.
Durante l'occupazione nazista trasformò il convento in un rifugio per migliaia di profughi, compresi numerosi ebrei perseguitati. Arrestato dalla Gestapo nel 1941, fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Quando un prigioniero, Franciszek Gajowniczek, venne condannato a morire di fame, Kolbe si offrì volontariamente di prendere il suo posto.
Per due settimane sostenne con la preghiera e la speranza gli altri condannati, fino a essere ucciso il 14 agosto 1941 con un'iniezione di fenolo. Le sue ultime parole furono: «Ave Maria». San Giovanni Paolo II lo proclamò martire della carità, riconoscendo nel suo sacrificio una delle più alte testimonianze di amore cristiano del Novecento.
È patrono dei radioamatori, dei giornalisti, dei prigionieri, delle famiglie e dei movimenti pro vita.
per noi oggi
1. Kolbe dimostrò che l'amore vale più della stessa vita. Noi siamo disposti a sacrificare qualcosa per gli altri o difendiamo sempre solo noi stessi?
2. Usò i mezzi di comunicazione per diffondere il bene e la verità. Come utilizziamo oggi i social e la tecnologia: per costruire o per dividere?
3. Ad Auschwitz rispose all'odio con il perdono e con la fede. Il male non si vince con altro male, ma con un amore capace di donarsi fino alla fine.
Zduńska Wola, Polonia, 8 gennaio 1894 - Auschwitz, Polonia, 14 agosto 1941
Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.
NELLO STESSO GIORNO:
SAN SIMPLICIANO
Roma (?) ca. 320 - Milano ca. 401
A Milano, san Simpliciano, vescovo, che sant’Ambrogio designò come suo successore e sant’Agostino celebrò con lodi.
IL RACCONTO DEL VANGELO DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA - Lc 1, 39-56
La festa dell'Assunzione ci mette davanti una domanda decisiva: dove sta andando la nostra vita?
Molti vivono pensando soltanto all'oggi, al lavoro, alla salute, ai problemi quotidiani. Maria invece ci insegna che la terra è una strada, non la destinazione finale.
Nel Vangelo la vediamo correre da Elisabetta. Porta Gesù e porta gioia. Poi nel Magnificat canta le meraviglie di Dio: «Ha innalzato gli umili». Queste parole trovano il loro compimento nell'Assunzione. Colei che si è fatta piccola davanti a Dio viene innalzata nella gloria del Cielo.
Questa certezza ha sostenuto anche Takashi Nagai, medico giapponese convertito al cristianesimo.
Il 9 agosto 1945 si trovava a Nagasaki quando esplose la bomba atomica. In pochi istanti la città fu distrutta. Migliaia di persone morirono. Tra le vittime vi fu anche sua moglie Midori.
Nagai stesso rimase ferito e segnato dalle radiazioni. Aveva tutti i motivi per cedere alla disperazione. Invece scelse una strada diversa. Dalla sua poverissima abitazione continuò a curare, incoraggiare e sostenere la popolazione. Ripeteva che l'odio non avrebbe ricostruito nulla e che solo l'amore avrebbe potuto far rinascere la città.
Costretto a letto negli ultimi anni della sua vita, guardava ogni giorno verso le rovine della cattedrale di Nagasaki e invitava tutti a non perdere la speranza. Aveva capito che chi vive soltanto per le cose della terra prima o poi rimane schiacciato dalle delusioni. Chi invece vive per Dio possiede una speranza che nessuna tragedia può distruggere.
Maria Assunta ci consegna proprio questo messaggio. Il male esiste, il dolore esiste, la morte esiste. Ma non hanno l'ultima parola. L'ultima parola appartiene a Dio.
Oggi il mondo ci spinge a vivere come se tutto finisse qui. Maria invece ci ricorda che siamo fatti per il Cielo. Non per fuggire dalle responsabilità della terra, ma per viverle con uno sguardo più grande. Chi sa dove sta andando trova la forza di affrontare qualsiasi tempesta.
L'Assunzione è la festa della meta. In Maria contempliamo ciò che un giorno speriamo di diventare anche noi: uomini e donne pienamente vivi nell'abbraccio eterno di Dio.
PER NOI OGGI
1. Abbiamo imparato a proteggerci da ogni rischio, ma stiamo facendo qualcosa per salvare la nostra anima?
2. Se domani perdessimo tutto ciò che possediamo, ci resterebbe una speranza abbastanza forte per continuare a vivere?
3. Molti investono tempo ed energie per lasciare un'eredità sulla terra; quanti investono per costruire un'eredità nel Cielo?