domenica 14 dicembre 2025

Is 35,1-6.8.10 - Gc 5,7-10 - Mt 11,2-11 - III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) - GAUDETE

III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Domenica 14 Dicembre 2025

Dal libro del profeta Isaìa - Is 35,1-6.8.10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.
    1. IL PROFETA ANNUNCIA LA GIOIA DELLA LIBERAZIONE AL POPOLO CHE È IN ESILIO. Quando il Messia nascerà, si rallegreranno il deserto e la terra arida, la steppa fiorirà, tutti vedranno la gloria del nostro Dio. LA NON VITA È CHIAMATA ALLA VITA, LA NON ESISTENZA ALL’ESISTENZA, IL DESERTO AD ESSERE UN GIARDINO.
    2. Si deve ritornare in Sion. CI SI DEVE IMPEGNARE A COMPIERE LE OPERE DEL SIGNORE. Non possono esserci mani fiacche e ginocchia vacillanti. DIO E L’UOMO DEVONO COLLABORARE. Dio non può agire senza l’uomo.
    3. CI SARÀ UNA VIA SANTA DALLA QUALE RITORNERANNO I SALVATI DAL SIGNORE. Preparerà Lui stesso una via, una strada perché il suo popolo possa tornare nella pace in Gerusalemme. La gioia e la felicità regneranno sulla terra, non ci saranno più tristezza e pianto. QUESTA PROFEZIA È UN INNO ALL’OPERA DI DIO CHE SI COMPIRÀ. Gesù è il compimento di queste parole profetiche!

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    Dalla lettera di san Giacomo apostolo - Gc 5,7-10

    Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
    Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.
      1. GIACOMO CI INVITA ALLA COSTANZA FINO ALLA VENUTA DEL SIGNORE. Impariamo dal contadino che sa aspettare il prezioso frutto della terra. Aspetta tanti mesi da quando ha seminato prima di poter raccogliere. Aspetta che la terra riceva le piogge di autunno e poi quelle di primavera, così anche voi SIATE COSTANTI ASPETTATE CON PAZIENZA CHE IL SIGNORE VENGA.
      2. La venuta del Signore è vicina, è a portata di mano, non perché siamo quasi a Natale MA PERCHÉ È VIVO E PRESENTE. La sua vicinanza ci dà la possibilità di cambiamento, MA NOI DOBBIAMO IMPEGNARCI! 
      3. IMPARIAMO A NON LAMENTARCI, lavoriamo senza abbandonare l'impresa, sopportiamo con costanza come hanno fatto i profeti come ha fatto Giovanni Battista. GESÙ VIENE, SEGUIAMO LA SUA STRADA, LA SUA È LA VIA SANTA che trasforma la nostra vita.

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      + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 11,2-11
      In quel tempo. Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
      Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

      1. Il Battista si chiede con inquietudine se NON si è ingannato su Gesù. “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. FORSE PER LUI È UN MOMENTO DI VERA CRISI O DUBBIO PROFONDO - E TU COSA TI ASPETTI DAL MESSIA?

      2. Gesù non risponde direttamente alla domanda di Giovanni, ma RIMANDA ALLE SUE OPERE. Impariamo a leggere OGGI le opere di Dio. Le opere che Gesù ci propone per riconoscerlo come Messia SONO SEMPLICEMENTE GESTI DI AMORE. - TU SEI UN SEGNO PER GLI ALTRI… AMA…

      3. Dunque: il Precursore non si è sbagliato nell'attribuire al Messia il compito di attuare il giudizio di Dio. GESÙ LO FARÀ, MA NON ORA. ORA È IL TEMPO DELLA MISERICORDIA di Dio verso gli uomini. VIVI QUESTO TEMPO CON INTENSITÀ… USA MISERICORDIA…

      BUONA DOMENICA…

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      IL DUBBIO

      Un dubbio: è Gesù il Messia o no? Quel che sente il Battista è differente da quel che si aspettava: nella risposta che riceve da Gesù, c'è il condensato del Regno: vita piena e rinnovata per coloro che sono i feriti della vita. E la vera beatitudine è non scandalizzarsi di questa preferenza di Dio: il Messia è il Dio-con-noi, ma anche il Dio-per-noi. Messia inatteso, messaggio incredibile! Il Dio che si è fatto uomo è il Dio a favore dell'uomo, di ogni uomo. Vieni Signore Gesù! 

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      LECTIO DIVINA - III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) - GAUDETE

      OMELIA - III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) - GAUDETE


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      Gv 1,6-8.15-18 - RITO AMBROSIANO - V Domenica di Avvento - Il Precursore

      RITO AMBROSIANO
      V Domenica di Avvento - Il Precursore
      DOMENICA 14 dicembre 2025
      ✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,6-8.15-18
      In quel tempo. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Giovanni proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
      Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
      1. GIOVANNI è sorto come profeta, inviato da Dio, con il compito di presentare il Verbo della vita. "IL VERBO È LUCE CHE SPLENDE NELLE TENEBRE ma le tenebre non l'hanno accolta” APRIAMOCI ALLA LUCE E ACCOGLIAMOLA...

      2. Giovanni sa di ESSERE INFERIORE a Gesù: "Egli è avanti a me": Gesù è superiore a lui per natura, grazia e missione: NON È SOLO IL MESSIA ATTESO, MA È COLUI CHE PREESISTE AL TEMPO ED È DIO STESSO! Giovanni ha ben chiaro il suo ruolo... E QUAL’È IL TUO RUOLO?

      "Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia" LA GRAZIA È LA SALVEZZA CHE VIENE EFFUSA IN PIENEZZA DA GESÙ CON UN'EFFUSIONE PIENA E COSTANTE. È il suo amore di benevolenza, di compassione, di misericordia senza fine. Questa pienezza di vita VIENE PARTECIPATA A CHIUNQUE ACCOGLIE IL VERBO INCARNATO. Accogliamo la testimonianza del Battista...

      BUONA DOMENICA…

       

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      giovedì 11 dicembre 2025

      PIPPO RICCI

      PIPPO RICCI

      Non solo canestri, ma anche libri, solidarietà e fede: così si racconta Giampaolo “Pippo” Ricci, capitano dell’Olimpia Milano, tre volte campione d’Italia e punto fermo della Nazionale. Ala grande, 2.01 di altezza, originario di Chieti ma cresciuto a Roma con la Stella Azzurra, ha fatto della pazienza e del lavoro quotidiano la chiave della sua carriera. Non un talento precoce, ma un uomo che ha saputo costruirsi passo dopo passo, fino all’esordio in Serie A a 26 anni e in Nazionale a 27, senza mai smettere di credere in se stesso.

       Nel 2023 ha conseguito la laurea in matematica all’Università di Bologna, con una tesi in geometria. Lo studio per lui non è stato un ripiego, ma una fonte di equilibrio: «Dopo ore di allenamento, aprire un libro e immergermi nelle formule mi aiutava a ricaricarmi». La matematica, spiega, ha molto in comune con il basket: numeri, geometrie, traiettorie, rigore. Ma al canestro appartiene qualcosa che i numeri non possono spiegare: l’emozione.

       La sua vita, però, non si limita a sport e studio. Nel 2022 Ricci ha fondato l’associazione “Amani Education” per sostenere l’istruzione dei giovani in Tanzania, insieme alle suore assunzioniste e con il coinvolgimento dell’intera famiglia. Oggi una scuola secondaria da lui sostenuta ospita oltre 90 studenti, insegnanti e religiose. «Se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno!», afferma Pippo, raccontando di un impegno che non è beneficenza di facciata, ma eredità viva dei genitori, medici volontari in Africa negli anni ’80.

       Dietro la sua tenacia c’è una storia di riscatto personale: da ragazzo fu vittima di bullismo a causa del peso. Più di 120 chili a 13 anni, soprannominato “cicciottello”, ha saputo cambiare strada con coraggio. «Mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: adesso tocca a te». Da lì sono nati un nuovo fisico, una carriera, e un impegno sociale che oggi lo spinge a dare agli altri ciò che lui stesso ha ricevuto: fiducia, opportunità, sostegno.

       Il suo motto è chiaro: “never give up”. Non c’è fallimento definitivo: come in una partita di basket, si può sempre ripartire. «Non servono solo i campioni che segnano 30 punti, ma anche chi difende, chi incoraggia, chi fa il lavoro sporco. Non occorre essere Batman: basta essere Robin».

       Il percorso di Pippo Ricci è una parabola di vita che parla al cuore cristiano. Nel suo “essere Robin” c’è la verità del Vangelo: non servono i riflettori per essere grandi, ma la disponibilità a servire. «Chi vuole essere il primo, si faccia servo di tutti» (Mc 9,35): è ciò che Pippo incarna sul parquet e fuori dal campo. La sua scelta di dedicarsi ai giovani africani attraverso l’istruzione mostra che il talento diventa autentico dono solo quando viene condiviso. È una lezione preziosa per tutti: il successo personale non basta, se non diventa occasione di amore, solidarietà e speranza.

       

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      martedì 9 dicembre 2025

      09.12.2025 - Is 40,1-11 - Mt 18,12-14 - Dio non vuole che i piccoli si perdano.

      Dal libro del profeta Isaìa - Is 40,1-11

      «Consolate, consolate il mio popolo
      – dice il vostro Dio.
      Parlate al cuore di Gerusalemme
      e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
      la sua colpa è scontata,
      perché ha ricevuto dalla mano del Signore
      il doppio per tutti i suoi peccati».
      Una voce grida:
      «Nel deserto preparate la via al Signore,
      spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
      Ogni valle sia innalzata,
      ogni monte e ogni colle siano abbassati;
      il terreno accidentato si trasformi in piano
      e quello scosceso in vallata.
      Allora si rivelerà la gloria del Signore
      e tutti gli uomini insieme la vedranno,
      perché la bocca del Signore ha parlato».
      Una voce dice: «Grida»,
      e io rispondo: «Che cosa dovrò gridare?».
      Ogni uomo è come l’erba
      e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.
      Secca l’erba, il fiore appassisce
      quando soffia su di essi il vento del Signore.
      Veramente il popolo è come l’erba.
      Secca l’erba, appassisce il fiore,
      ma la parola del nostro Dio dura per sempre.
      Sali su un alto monte,
      tu che annunci liete notizie a Sion!
      Alza la tua voce con forza,
      tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
      Alza la voce, non temere;
      annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
      Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
      il suo braccio esercita il dominio.
      Ecco, egli ha con sé il premio
      e la sua ricompensa lo precede.
      Come un pastore egli fa pascolare il gregge
      e con il suo braccio lo raduna;
      porta gli agnellini sul petto
      e conduce dolcemente le pecore madri».
      1. Il Secondo Isaia invita il popolo dei deportati di Israele alla consolazione. Il profeta viene incaricato da Dio a consolare il suo popolo, deve dire al cuore di Gerusalemme, al cuore del popolo che È FINITA LA SCHIAVITÙ, LA TRIBOLAZIONE HA RAGGIUNTO IL COMPLIMENTO. Dio vuole parlare al nostro cuore per consolarci…
      2. Una voce grida: nel deserto preparate la via del Signore. È il profeta stesso la voce che grida. LA GLORIA DI DIO È GARANTITA MA VIENE SULLE STRADE CHE AVRETE PREPARATO VOI. Il cammino da Babilonia a Gerusalemme non è diritto, bisogna superare il deserto. Anche per noi oggi!
      3. Il Signore garantisce: "UNA STRADA DIRITTA VI SARÀ POSSIBILE: AGEVOLE, VELOCE". IL SIGNORE SI OFFRE COME PASTORE, garantisce l'unità del suo popolo ("con il suo braccio lo raduna") e si prende cura amorevole del suo gregge. In particolare, è attento alla vita fragile degli agnellini…  IL SIGNORE È IL MIO PASTORE!

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      + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 18,12-14
      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
      L’agire di Dio è quello di chi va in cerca dei figli perduti per poi fare festa e gioire con tutti per il loro ritrovamento. Si tratta di un desiderio irrefrenabile: neppure novantanove pecore possono fermare il pastore e tenerlo chiuso nell’ovile. Dio non scarta nessuna persona; Dio ama tutti, cerca tutti: uno per uno! Lui non conosce questa parola “scartare la gente”, perché è tutto amore e tutta misericordia.
      Avvento è tempo di conversione, passare dalla logica del mondo alla logica di Dio..

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      Non c'è nessuno che sia "piccolo" agli occhi di Dio. Secondo Chesterton grande non è colui che fa sentire gli altri piccoli, ma colui che li fa sentire grandi. Esiste qualcuno più grande di Dio?

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      PAOLO E MARTA

       

      PAOLO E MARTA

      Abbiamo raccontato come il problema demografico, legato a quello della natalità, sia ormai parte integrante della popolazione senese, dove solo nel 2024 le nascite sono state tre volte minori rispetto ai decessi. Ma per fortuna ci sono delle bellissime eccezioni, che ci fanno ben sperare, come Marta e Paolo, con una gioiosa famiglia fatta di ben 8 componenti. A loro abbiamo chiesto le complessità e la bellezza di crescere 6 meravigliosi figli, in un contesto, quello italiano, in cui famiglie del genere sono sempre più rare.

      "Una giornata tipo nella nostra famiglia? In realtà non esiste!", raccontano sorridendo. "Più aumentano i componenti, più aumentano gli imprevisti. Anche se programmiamo la giornata, è raro che tutto vada come previsto. E man mano che i figli crescono, diventano sempre più autonomi e si organizzano a modo loro".

      Organizzare tempi scolastici, lavorativi ed extrascolastici è una vera sfida, ma Paolo e Marta hanno trovato una soluzione: la rete di amici. "Dal 1997 viviamo senza parenti vicini, quindi ci siamo affidati molto all'amicizia. La frase tipica è: 'Mi raccomando, cerca un passaggio!'".

      I pasti, con 6 figli, sono un evento speciale ed un esempio per tutte le famiglie d'Italia e non solo: "Sono momenti conviviali che viviamo senza tv e cellulari, così ognuno può parlare ed essere ascoltato. Oltre alla conversazione, tutti collaborano: chi apparecchia, chi sparecchia, chi lava i piatti. È un momento di famiglia autentica".

      La sfida più grande oggi? "Far crescere figli autonomi, in un mondo che ci vuole dipendenti: dalla tecnologia, dai social, dal giudizio altrui. Avere una famiglia numerosa, però, rende questa sfida un po' meno difficile". [...]

      La gestione economica è una continua ricerca di strategie. "Bisogna stare attenti alle offerte, evitare sprechi, consumare acqua di rubinetto, non acqua minerale. Le spese più difficili? Quelle sanitarie e universitarie, soprattutto quelle dentistiche".

       Quando si chiede loro che cosa li ha spinti ad avere una famiglia così numerosa, rispondono: "Non era il desiderio di avere tanti figli, ma la volontà di accogliere quelli che sarebbero arrivati. Abbiamo una fede che ci ha sostenuto: la fiducia nella Provvidenza. E poi, dove si è di più, si sta meglio". I valori che cercano di trasmettere ai figli sono chiari: "Innanzitutto la fede, poi la vicinanza e l'attenzione al prossimo, cercando di migliorare il mondo un po' alla volta".

      Siena oggi ha un tasso di natalità bassissimo, ma Paolo e Marta rappresentano l'eccezione più bella: "Vogliamo solo essere una famiglia che condivide i privilegi che ha ricevuto, consapevoli che il problema della denatalità è reale: mancano i cittadini di domani".

      La società italiana, secondo loro, non è ad oggi molto accondiscendente verso le famiglie numerose. "Fino alla fine degli anni '90 c'era ancora un certo affetto verso di noi. Oggi prevale l'individualismo. Le famiglie numerose sono viste al massimo come una stranezza, o addirittura un problema. Ma noi crediamo che servano più famiglie numerose, non meno".

      Anche il legame tra i fratelli è forte. "Non è scontato, ma certamente nella nostra famiglia il fatto di condividere esperienze come gli scout ha rafforzato molto i legami. È normale che ci siano litigi, ma c'è anche una grande capacità di perdonarsi e di aiutarsi".

      Ogni tanto arriva qualche domanda curiosa. "Quando aspettavo il terzo figlio, una signora mi chiese perché lo avessimo fatto, avendo già un maschio e una femmina. Ma in generale riceviamo reazioni positive, anche se spesso di stupore: in Italia le famiglie numerose sono rare".

      Chiediamo loro se c'è stato un momento in cui hanno pensato: "Ne vale la pena?". Marta risponde senza esitazione: "Ne vale la pena lo dici ogni volta che vedi questa circolazione d'amore, quindi ci possono essere litigi anche forti, incomprensioni, anche chiusure, però poi c'è una capacità di perdono, di perdonarsi, di riaccogliersi e dici ne vale la pena".

      Infine, se potessero mandare un messaggio a chi oggi ha paura di avere figli? Marta dice: "Non abbiate paura. Il figlio non ha bisogno di benessere materiale, ma di sentirsi amato, accolto. Noi adulti gli trasmettiamo l'idea sbagliata che la felicità dipenda dalle cose. Invece essere amati basta. È l'essere, non l'avere, che conta. Rinunciare volontariamente ad avere figli significa rinunciare a una delle esperienze più grandi della vita. È davvero triste pensare di non lasciare niente di sé al futuro. Avere un figlio ti completa, ti fa scoprire l'altra faccia della luna".

      In un'Italia che fatica a credere nel domani, la famiglia di Paolo e Marta ricorda a tutti noi che il futuro nasce da piccoli gesti quotidiani di amore e coraggio. Perché dove si è di più, si sta meglio, e loro, ne sono l'esempio.

       

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      domenica 7 dicembre 2025

      Is 11,1-10 - Rm 15,4-9 - Mt 3,1-12 - II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

      II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

      Domenica 07 Dicembre 2025

      Dal libro del profeta Isaìa - Is 11,1-10

      In quel giorno,
      un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
      un virgulto germoglierà dalle sue radici.
      Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
      spirito di sapienza e d’intelligenza,
      spirito di consiglio e di fortezza,
      spirito di conoscenza e di timore del Signore.
      Si compiacerà del timore del Signore.
      Non giudicherà secondo le apparenze
      e non prenderà decisioni per sentito dire;
      ma giudicherà con giustizia i miseri
      e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
      Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
      con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
      La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
      e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
      Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
      il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
      il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
      e un piccolo fanciullo li guiderà.
      La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
      i loro piccoli si sdraieranno insieme.
      Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
      Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
      il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
      Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
      in tutto il mio santo monte,
      perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
      come le acque ricoprono il mare.
      In quel giorno avverrà
      che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.
      Le nazioni la cercheranno con ansia.
      La sua dimora sarà gloriosa. 
        1. Hanno tagliato l'albero di Iesse ma RIMETTERÀ UN GERMOGLIO E IL VENTO DEL SIGNORE LO FARÀ CRESCERE. L'albero genealogico di Davide NON finirà. ISAIA NON HA PERSO LA SPERANZA!
        2. Lo spirito si riposa su questo virgulto: spirito di sapienza, di intelligenza, di consiglio, di fortezza, di scienza, di pietà, di timore del Signore. E il Messia sarà colmo dei sette doni dello Spirito Santo. LUI È IL PORTATORE DELLO SPIRITO LUI GIUDICHERÀ IL MONDO con giustizia farà finalmente giustizia per i poveri E CREERÀ UNA POSSIBILITÀ DI RITORNO ALL'EDEN. GESÙ È IL MESSIA!
        3. IL SIGNORE CON IL SUO ZELO, CON LA SUA FORZA E IL SUO ENTUSIASMO FARÀ TUTTO QUESTO. Cambierà la situazione: il lupo e l’agnello staranno insieme, il leopardo e il capretto si sdraieranno negli stessi pascoli, il bambino potrà mettere la mano nel covo dei serpenti velenosi senza correre il rischio di essere morso e avvelenato. ABBIAMO LO STESSO SPIRITO E SIAMO RESI CAPACI DI CAMBIARE LA NOSTRA SOCIETÀ!

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        Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 15,4-9

        Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
        E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
        Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
        «Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome». 
          1. Paolo ci ricorda di MANTENERE VIVA LA SPERANZA attraverso la perseveranza e la consolazione che provengono dalle Scritture.  E Dio vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli STESSI SENTIMENTI, SULL’ESEMPIO DI CRISTO GESÙ, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. STUDIA, MEDITA E PREGA LE SCRITTURE!
          2. CRISTO MANTIENE LE PROMESSE DI DIO, fa giustizia a Israele, il popolo dei circoncisi, e MOSTRA LA FEDELTÀ DI DIO ALLE SUE PROMESSE. Ma ALLARGA L'ORIZZONTE e offre MISERICORDIA A TUTTI I POPOLI anche quelli che non lo conoscevano anche quelli che non lo aspettavano. Dio è grande!
          3. C'è il passaggio dall'ambiente ristretto del Popolo d'Israele alla comunità universale del mondo. DIO SORPRENDE: CRISTO È VENUTO PER PORTARE UNA SALVEZZA UNIVERSALE. In questo discorso la discriminante la facciamo noi ACCOGLIENDO O RIFIUTANDO la sua Salvezza. Apriti alla sua Grazia e sarai felice!

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          + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 3,1-12
          In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
          Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri!».
          E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.
          Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
          Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

          1. ANCHE NOI OGGI abbiamo BISOGNO DI DESERTO, cioè di spazi e tempi di silenzio e riflessione per approfondire il mistero del Natale, per gustare la presenza amorosa di Dio nella nostra vita, per aprirci al dialogo, per diventare capaci di accorgerci degli altri. REGALATI DEL TEMPO…

          2. Lo stile di vita di Giovanni, i gesti che compie e soprattutto le sue parole sono un APPELLO FORTE A DISPORRE I NOSTRI CUORI AD ACCOGLIERE CRISTO. Il Battesimo di Giovanni vuole significare e provocare la SINCERA CONVERSIONE di quanti lo ricevono per entrare nel MARE DI DIO. OGGI È IL TEMPO DELLA SALVEZZA!

          3. CONVERSIONE significa cambiare mentalità, cambiare modo di pensare e di vivere. Si tratta di USCIRE DA NOI STESSI, DAL NOSTRO EGOISMO E METTERE DIO AL CENTRO DELLA VITA. Per questo è necessario ascoltare la sua Parola e riconoscere che Dio ci ama immensamente e personalmente. OGNI GIORNO LEGGERÒ UN BRANO DEL VANGELO…

          BUONA DOMENICA...

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          L'IDEALE
          Giovanni Battista credeva nelle sue idee, ed era segno di contraddizione. Così deve essere per il cristiano! Troppo spesso cominciamo con un piccolo cedimento; difendendoci, dicendo: «che male c'è?... Lo fanno tutti...». E perdiamo il nostro essere! Beato chi non si adegua! Beato chi non segue la moda e la massa! Un famoso generale diceva: «Non si diventa vecchi per gli anni, ma per aver abbandonato il proprio ideale» (Douglas McArthur). Siamo sempre in tempo per convertirci, cioè per ritornare a Dio...

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          LECTIO DIVINA - II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

          OMELIA - II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)


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          Mt 21,1-9 - RITO AMBROSIANO - IV Domenica di Avvento - L'ingresso del Messia

          RITO AMBROSIANO
          IV Domenica di Avvento - L'ingresso del Messia
          DOMENICA 07 dicembre 2025
          ✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo - Mt 21,1-9
          In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma».
          I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
          1. Gesù il Messia non viene come l'hanno aspettato o immaginato. NON PORTA POTERE E GRANDEZZA. CHIEDE IN PRESTITO LE PICCOLE COSE DI TUTTI I GIORNI: l'asino, la festa, i mantelli, i rami degli alberi, le grida di acclamazione, la fiducia. CHIEDE LA TUA DISPONIBILITÀ E LA TUA FIDUCIA...

          2. ECCO, A TE VIENE IL TUO RE, MITE, SEDUTO SU UN’ASINA. Matteo concentra l'attenzione su GESÙ "MITE" (umile). Non entra vittorioso su un focoso destriero, ma su un umile asinello, come annunciatore di pace... IMPARIAMO L'UMILTÀ DA GESÙ...

          3. La gente acclama: "OSANNA" che significa: "O Dio, vieni in aiuto" e "Signore donaci vittoria". Ma GESÙ PORTA UN'ALTRA VITTORIA, e tutto l'entusiasmo si trasforma in delusione poiché il popolo voleva un Messia "potente" contro i Romani. E TU COSA CERCHI?

          BUONA DOMENICA…

           

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