DIO NON SI RASSEGNA
Il 12 giugno la Chiesa celebra il Sacro Cuore di Gesù, non come semplice devozione, ma come memoria viva dell’amore di Dio per l’umanità. Contemplando il costato trafitto di Cristo comprendiamo il mistero di un Dio che dona tutto sé stesso. Dal suo cuore aperto sgorgano sangue e acqua, segni della vita nuova che nasce nel battesimo e si nutre nell’Eucaristia.
La parabola della pecorella perduta rivela il volto del Buon Pastore, immagine concreta della tenerezza divina. Gesù ci mostra che per Dio ogni persona conta infinitamente. La logica del Regno supera i calcoli umani: l’uno vale quanto i novantanove. Dio non si rassegna alla perdita di nessuno e cerca instancabilmente chi si è smarrito. Questa ricerca è mossa da una misericordia ostinata, capace di attraversare ogni distanza. Quando ritrova la pecora, il cielo esplode di gioia, perché la conversione di uno solo è festa per Dio.
Il Cuore di Cristo è anche scuola di ascolto, perché Gesù vive in continua obbedienza al Padre. È luogo di lotta interiore, come nel Getsemani, dove l’obbedienza vince sulla paura. È soprattutto luogo di abbandono fiducioso, espresso nel grido: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”. Infine è scuola di mitezza e umiltà, modello per ogni discepolo.
Gesù invita: “Venite a me”, chiamandoci a riconoscere il nostro bisogno di Lui. Dice: “Prendete il mio giogo”, insegnandoci a portare la vita insieme a Lui. E ancora: “Imparate da me”, perché solo nel suo cuore troviamo il vero ristoro. Il cristiano è chiamato a diventare riflesso di questo amore nelle relazioni quotidiane.
Contemplare il Sacro Cuore significa imparare a vivere di compassione, servizio e donazione. Solo chi ama davvero entra nella logica di Dio. Nel Cuore di Gesù troviamo il luogo dove appoggiare la nostra vita e imparare il linguaggio della speranza.
Per noi oggi
Corriamo dietro a mille sicurezze, ma forse Dio ci sta cercando proprio là dove ci siamo smarriti.La vera domanda è: vogliamo davvero lasciarci ritrovare? Cerchiamo un cristianesimo comodo, ma il Cuore trafitto di Cristo parla di croce e dono totale.Senza sacrificio, la fede rischia di restare solo teoria. Parliamo di amore, ma fatichiamo a perdonare e a donarci davvero.Forse il problema non è conoscere Gesù, ma avere il coraggio di assomigliargli.
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