martedì 23 giugno 2026

NON LASCIARE AL MALE L'ULTIMA PAROLA.

NON LASCIARE AL MALE L'ULTIMA PAROLA.

Ci sono vicende che sembrano impossibili da comprendere con la sola logica umana. È il caso dell’amicizia nata tra Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, e Nassera Kermiche, madre di Adel Kermiche, uno dei terroristi che il 26 luglio 2016 assassinò il sacerdote durante la celebrazione della Messa nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Francia.

Due donne unite da una tragedia immensa e apparentemente destinate a restare separate per sempre dal dolore. Da una parte la famiglia della vittima, dall’altra quella dell’attentatore. Eppure la sofferenza condivisa ha aperto uno spazio inatteso di incontro. Invece di lasciarsi imprigionare dall’odio, Roseline e Nassera hanno scelto di ascoltarsi, di conoscersi e di riconoscere reciprocamente la propria umanità ferita. Da questo percorso è nato il libro “Sorelle di dolore”, una testimonianza che racconta come sia possibile non lasciare al male l’ultima parola. Le due donne non cancellano il passato né minimizzano la gravità dell’attentato, ma mostrano che la riconciliazione può nascere anche laddove tutto sembra perduto. La loro amicizia diventa un segno potente in una società spesso segnata da divisioni, rancori e contrapposizioni. È la dimostrazione che il dolore può trasformarsi in occasione di dialogo e che la dignità della persona va oltre gli errori commessi o subiti. La loro storia parla di coraggio, di perdono e della capacità di scegliere la pace quando sarebbe più facile coltivare il risentimento. Un messaggio che interpella profondamente il nostro tempo e ricorda che nessuna ferita è così profonda da impedire l’incontro tra due cuori disposti ad accogliersi. Per noi oggi: 1. Se la sorella della vittima e la madre dell’attentatore possono diventare amiche, quali rancori continuiamo a giustificare nella nostra vita? Forse alcune divisioni esistono perché non vogliamo fare il primo passo. 2. Il mondo insegna che il dolore genera vendetta. Questa storia dimostra che può generare fraternità. Quale delle due strade stiamo scegliendo ogni giorno? 3. Perdonare non significa dimenticare il male, ma impedirgli di governare il futuro.
Siamo davvero liberi finché restiamo prigionieri del risentimento?

 

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