venerdì 16 gennaio 2026

16.01 SAN MARCELLO I

SAN MARCELLO I

La figura di San Marcello primo è avvolta da incertezze storiche e documentarie. Le fonti antiche – Martirologio Romano, Geronimiano, Catalogo Liberiano e Liber pontificalis – presentano dati contrastanti sul suo pontificato, riflesso del profondo sconvolgimento che la Chiesa visse all’inizio del quarto secolo, durante e dopo la grande persecuzione associata a Diocleziano, ma voluta soprattutto da Galerio.

 Secondo alcuni studiosi, tra cui Theodor Mommsen, Marcello potrebbe non essere stato inizialmente un vero Pontefice, ma un presbitero romano che guidò temporaneamente la comunità cristiana dopo la morte di papa Marcellino nel 304. Tuttavia, le fonti attestano con sufficiente certezza il suo pontificato dopo alcuni anni oscuri.

 Il tratto più significativo del suo ministero riguarda il trattamento dei lapsi, i cristiani che avevano rinnegato la fede per paura durante le persecuzioni. In molte regioni della Chiesa, come in Africa, si sosteneva una linea durissima di esclusione definitiva. Marcello, invece, adottò una posizione più equilibrata: accoglierli sì, ma solo dopo un serio cammino di penitenza. Questa scelta gli attirò ostilità e incomprensioni, come ricorda l’elogio di papa Damaso primo, che lo presenta come vittima dell’odio sia dei lapsi sia del potere politico.

 Le narrazioni sul suo martirio sono incerte: secondo alcune fonti fu costretto a lavori umilianti come stalliere; secondo altre fu esiliato. Ciò che appare chiaro è che subì persecuzione a causa della sua fermezza pastorale. La Chiesa lo commemora il 16 gennaio, e sappiamo con certezza che fu sepolto nel cimitero di Balbina, lungo la via Ardeatina, a Roma.

 

Per noi oggi:

 1. La misericordia non è debolezza: Marcello ci ricorda che accogliere chi è caduto non significa giustificare il peccato, ma credere nella possibilità di conversione, anche quando è scomoda.

 2. Le crisi smascherano la fede: Nei momenti di persecuzione emergono le fragilità personali e comunitarie: la vera domanda non è chi cade, ma come la Chiesa accompagna chi cade.

 3. Non tutta la santità è chiara e ordinata: Una storia confusa, contraddittoria e persino incerta può comunque essere luogo di fedeltà evangelica: Dio opera anche nel disordine.

 

umano.

Papa dal 308 al 309, vive durante le persecuzioni di Diocleziano e Galerio. Contestato dai rigoristi, mostra il volto misericordioso della Chiesa riammettendo nella comunità i lapsi, quanti avevano rinnegato la fede, ma previa una penitenza. Costretto a fare lo stalliere, muore martire in esilio.  

NELLO STESSO GIORNO:
BEATO GIUSEPPE ANTONIO TOVINI Laico cattolico, terziario francescano
Cividate Camuno, Brescia, 14 marzo 1841 - Brescia, 16 gennaio 1897
A Brescia, beato Giuseppe Antonio Tovini, che, maestro, aprì molte scuole cristiane e fece costruire opere pubbliche, dando sempre, in ogni sua attività, testimonianza di preghiera e di virtù.

BEATO TERESIO OLIVELLI Laico e martire
Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945
Patriota e beato italiano. Partigiano durante la seconda guerra mondiale, è stato insignito di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

 

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