martedì 6 gennaio 2026

06.01 EPIFANIA DEL SIGNORE

L’EPIFANIA DEL SIGNORE

L’Epifania del Signore celebra la manifestazione di Gesù alle genti, rappresentate dai Magi, dopo che i pastori — i più umili del popolo eletto — erano stati i primi a contemplarlo. Con questo evento, insegna sant’Agostino, il Salvatore inizia a mostrarsi ai pagani, preannunciando la vocazione universale alla salvezza nella Chiesa.

 I Magi, sapienti persiani della casta sacerdotale zoroastriana, riconobbero nel sorgere di una stella un segno straordinario. Senza esitazione affrontarono un lungo viaggio alla ricerca della Verità fatta carne. La loro gioia alla vista della stella che li guidava a Betlemme era il frutto di un cuore aperto alla rivelazione. Entrati nella casa, trovarono il Bambino con Maria, e lo adorarono offrendo tre doni dal profondo significato messianico: l’oro per la regalità di Gesù, l’incenso per la sua divinità e il suo sacerdozio, la mirra per preannunciare la sua Passione e morte redentrice. Sant’Antonio di Padova vede in questi doni anche l’itinerario del vero penitente: l’oro della povertà, l’incenso della preghiera devota, la mirra della sofferenza offerta con amore.

 La grandezza dell’Epifania sta nel modo sorprendente con cui Dio sceglie di manifestarsi: attraverso l’umiltà. San Leone Magno sottolinea come i Magi non abbiano trovato un re glorioso o un taumaturgo, ma un Bambino fragile e silenzioso, affidato alla Madre. La vittoria di Cristo sul male è iniziata nell’umiltà della grotta ed è stata consumata nell’umiltà della croce.

 In questa solennità la Chiesa celebra anche la Giornata dell’infanzia missionaria, istituita da Pio dodicesimo nel 1950 sull’esempio del vescovo Charles de Forbin-Janson. Mosso dalle richieste dei missionari in Cina, egli lanciò l’appello “I bambini aiutano i bambini”, coinvolgendo i piccoli cristiani nella preghiera, nei sacrifici e nella raccolta di offerte per sostenere i coetanei più poveri e diffondere il Vangelo. Questa intuizione, sostenuta dalla beata Pauline Jaricot, continua ancora oggi a generare educazione, evangelizzazione e solidarietà nei luoghi di missione.

 L’Epifania, dunque, non è solo memoria di un fatto passato: è chiamata attuale a lasciarsi guidare dalla “stella” della fede, a riconoscere Cristo presente nell’umiltà e a diventare, come i Magi e come i piccoli missionari, annunciatori del suo amore.

 

PER NOI OGGI

 Che cosa adoriamo davvero? I Magi si prostrano davanti a un Dio che si fa piccolo. Noi, davanti a chi o a cosa ci inginocchiamo nella vita quotidiana?

 Siamo disposti a cambiare strada? I Magi, dopo aver incontrato Gesù, “per un’altra via fecero ritorno”. Quali vie dobbiamo abbandonare dopo aver riconosciuto Cristo?

 Crediamo ancora nella forza dell’umiltà? Dio si manifesta come un Bambino, non come un potente. Viviamo questa logica o continuiamo a cercare riconoscimenti, gloria e controllo?


Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.
ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA (2026)

 

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