venerdì 23 gennaio 2026

23.01 SANT' ILDEFONSO DA TOLEDO

SANT’ILDEFONSO DA TOLEDO

Sant’Ildefonso da Toledo (607 - 667) è una delle figure più importanti della Chiesa visigota in Spagna, noto sia per la profondità dei suoi scritti teologici sia per la straordinaria devozione mariana che ha segnato in modo duraturo la spiritualità del popolo spagnolo. Nato a Toledo da una famiglia nobile, entrò giovanissimo nel celebre monastero di Agali, dove ricevette una solida formazione spirituale e teologica. A circa venticinque anni fu ordinato diacono dal vescovo sant’Eladio e in seguito divenne abate, partecipando attivamente ai concili di Toledo, momenti decisivi per la vita ecclesiale del tempo.

Nel 657, non senza resistenze personali, fu eletto vescovo di Toledo per volontà del re visigoto Reccesvindo. Come pastore unì una profonda vita spirituale a un’intensa attività di studio e di scrittura. Tra le sue opere spicca il Commentario sopra la conoscenza del Battesimo, nel quale espone con chiarezza la dottrina dei Padri sul sacramento, illustrando il cammino dell’uomo dalla creazione alla redenzione in Cristo. Di grande valore anche l’opera Sopra il progresso del deserto spirituale, in cui descrive il cammino dell’anima che, dopo il Battesimo, è chiamata a seguire Cristo nel quotidiano, attraversando le prove della vita come Israele nel deserto.

Il testo più celebre di sant’Ildefonso resta però il trattato Sopra la verginità perpetua di Santa Maria, scritto in difesa della dottrina mariana già definita dogmaticamente. Con argomentazioni solide e profonde, il santo difese la verginità perpetua di Maria contro le interpretazioni errate, mostrando una conoscenza raffinata delle opere di sant’Agostino e di Isidoro di Siviglia. La sua teologia mariana lasciò un’impronta profonda nel popolo spagnolo, che imparò a chiamare Maria semplicemente la Virgen e a rivolgersi a Lei come Madre, secondo l’insegnamento del santo.

Questa devozione culminò nel celebre miracolo della notte del 18 dicembre 665, quando, mentre Ildefonso cantava inni mariani con alcuni fedeli, la chiesa si riempì di una luce abbagliante. La Vergine apparve circondata da vergini celesti e donò al vescovo una casula, segno della sua predilezione, invitandolo a usarla nelle feste in suo onore. L’evento fu riconosciuto dal concilio di Toledo e tramandato nei secoli, rispettato persino durante la dominazione islamica. Ancora oggi, nella cattedrale di Toledo, è venerata la pietra su cui Maria avrebbe posato i piedi.

 

Per noi oggi

1.     Maria è davvero Madre nella nostra fede? Sant’Ildefonso ci sfida a chiederci se il nostro rapporto con Maria è vivo o solo formale.

2.     Teologia e vita insieme: il santo unisce studio profondo e preghiera ardente. Nella nostra fede sappiamo tenere unite mente e cuore?

3.     Fedeltà che attraversa la storia: la devozione mariana ha resistito a invasioni e cambiamenti culturali. Quanto è solida la nostra fede davanti alle sfide di oggi?

A Toledo in Spagna, sant’Ildefonso, vescovo, che, monaco e priore di un cenobio, fu eletto all’episcopato, scrisse numerosi libri con stile assai raffinato, compose celebri preghiere liturgiche e venerò con mirabile zelo e devozione la beata e sempre Vergine Maria Madre di Dio.

NELLO STESSO GIORNO:
SANTI BABILA, URBANO, PRILIDANO ED EPOLONO Martiri
† 250 d.C.
Ad Antiochia di Siria, ora in Turchia, passione di san Bábila, vescovo, che, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, dopo aver tante volte dato gloria a Dio tra sofferenze e tormenti, ottenne di morire gloriosamente legato a ceppi di ferro, con i quali dispose che il suo corpo fosse anche sepolto. Insieme a lui si tramanda che subirono la passione anche i tre fanciulli, Urbano, Prilidano ed Epolono, che egli aveva istruito nella fede cristiana.

SANTA PAOLA ELISABETTA CERIOLI Vedova e fondatrice
Soncino, Cremona, 28 gennaio 1816 – Comonte, Bergamo, 24 dicembre 1865
A Comonte vicino a Bergamo, santa Paola Elisabetta (Costanza) Cerioli, che, morti prematuramente tutti i figli e rimasta poi vedova, impegnò risorse e forze nell’istruzione dei figli dei contadini e degli orfani senza speranza di futuro e visse nel Signore le gioie di madre, fondando l’Istituto delle Suore e la Congregazione dei Padri e dei Fratelli della Sacra Famiglia.

BEATA PAOLA GAMBARA COSTA Terziaria francescana
Verolanuova, Brescia, 3 marzo 1473 - Binasco, Milano, 24 gennaio 1515
A Binaco vicino a Milano, beata Paola Gambara Costa, vedova, che, ascritta al Terz’Ordine di San Francesco, sopportò con tale pazienza il marito violento da indurlo a conversione ed esercitò sempre in modo egregio la carità verso i poveri.

 

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