lunedì 19 gennaio 2026

19.01 SAN MACARIO IL GRANDE

SAN MACARIO IL GRANDE

 San Macario il Grande (circa 300 - 390), discepolo diretto di sant’Antonio abate, è una delle figure più luminose del monachesimo egiziano. Chiamato dai monaci “la lampada del deserto”, non solo per le sue virtù ma anche perché il suo volto sembrava risplendere nella notte, incarnò in modo esemplare la vita ascetica e contemplativa dei Padri del deserto.

 Nato nell’Alto Egitto, lavorò da giovane come cammelliere. Intorno ai trent’anni sentì la chiamata alla vita ascetica e si affidò alla guida spirituale di sant’Antonio, esercitandosi nella preghiera continua, nel digiuno e nel lavoro manuale, soprattutto l’intreccio di ceste. Ordinato sacerdote, si stabilì nel deserto di Scete (Wadi al-Natrun), dove trascorse gran parte della sua vita e fondò un monastero che divenne un importante centro monastico, capace di accogliere centinaia di monaci.

 Fedele al Credo di Nicea, Macario fu coinvolto nelle lotte contro l’arianesimo. Intorno al 373 - 375 fu esiliato, insieme a san Macario l’Alessandrino, per ordine dell’eretico Lucio e dell’imperatore Valente. Durante l’esilio, la preghiera dei due santi portò alla guarigione miracolosa di una giovane, evento che favorì conversioni e la costruzione di una chiesa. Questo risultato spinse le autorità a permettere il loro ritorno.

 San Macario fu maestro di vita spirituale, attento alla formazione dei monaci più giovani. A lui sono attribuite alcune omelie e una lettera ascetica, segno della sua influenza duratura. La sua vita mostra come il deserto, luogo di silenzio e solitudine, possa diventare spazio fecondo di luce, sapienza e comunione ecclesiale.

 

PER NOI OGGI:

 1. Il vero deserto oggi non è il silenzio, ma la distrazione continua: Macario ci provoca a chiederci da cosa abbiamo paura quando spegniamo il rumore.

 2. La fedeltà alla verità può costare l’esilio: siamo disposti a perdere consenso e comodità pur di restare fedeli al Vangelo?

 3. La santità illumina senza clamore: il volto che “risplende” non nasce dall’apparire, ma dall’abitare profondamente Dio.

 

Alcuni monaci lo chiamavano «La lampada del deserto» non solo in ragione delle sue virtù ma perché il suo volto risplendeva nel buio. Macario il Grande fu monaco ed abate egiziano. Fu abate di Scete. Dopo essere stato cammelliere, occupato nel trasporto del salnitro, nel 329 si ritirò in una cella sul limite di un villaggio egiziano.  Morto al mondo e a se stesso, viveva solo per Dio, come insegnava anche ai suoi monaci.

NELLO STESSO GIORNO:
SAN BASSIANO Vescovo di LODI, Patrono principale della città e della Diocesi
Siracusa, 320 circa - 409
A Lodi, commemorazione di san Bassiano, vescovo, che, per difendere il suo gregge dall’eresia ariana in quel luogo ancora viva, lottò strenuamente insieme a sant’Ambrogio di Milano.

 

📲 I MIEI SOCIAL:

Nessun commento:

Posta un commento