CONVERSIONE DI SAN PAOLO
La festa della Conversione di san Paolo, celebrata il 25 gennaio, ricorda uno degli eventi più decisivi della storia cristiana: la trasformazione radicale di Saulo di Tarso, persecutore della Chiesa, nel più grande annunciatore del Vangelo tra i pagani. Inserita nel Calendario romano verso la fine del primo millennio, questa memoria conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e sottolinea che la vera unità nasce da un’autentica conversione a Cristo.
Il racconto della conversione di Paolo, narrato negli Atti degli Apostoli (9,1-19), presenta un’esperienza di incontro personale con il Risorto che cambia per sempre la sua vita. Mentre si dirigeva a Damasco per arrestare i cristiani, una luce dal cielo lo avvolse e una voce lo chiamò: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Alla sua domanda – «Chi sei, o Signore?» – Gesù rispose rivelando l’identità tra Lui e la Chiesa: «Io sono Gesù, che tu perseguiti». In quel momento Paolo iniziň un cammino di conversione che non fu immediato, ma segnato da tre giorni di cecità, digiuno e preghiera, tempo necessario per lasciarsi plasmare dalla grazia.
La chiamata di Ananìa, inviato dal Signore a soccorrere Paolo, manifesta la logica sorprendente di Dio: colui che perseguitava i cristiani viene scelto come “strumento eletto” per portare il nome di Cristo ai popoli, ai re e a Israele. Ricevuto il battesimo e ricolmato di Spirito Santo, Paolo riacquistò la vista e divenne un testimone instancabile del Vangelo, annunciando senza paura la morte e risurrezione di Cristo e la speranza della vita eterna.
Paolo accolse pienamente la missione ricevuta, affrontando fatiche, persecuzioni e sofferenze, fino al martirio a Roma. Consapevole del suo passato, non smise mai di riconoscere che tutto in lui era frutto della grazia di Dio. Nelle sue lettere, in particolare nella Prima ai Corinzi, afferma con umiltà e forza che non è stato lui a operare, ma la grazia che ha agito in lui. La sua vita resta così un segno potente di come l’incontro con Cristo possa trasformare il peccato in missione e la fragilità in testimonianza.
Per noi oggi
1. Conversione vera o cambiamento superficiale? San Paolo ci chiede se il nostro incontro con Cristo ha davvero cambiato la direzione della nostra vita.
2. La grazia ha spazio in noi? Come Paolo, siamo disposti a fermarci, “diventare ciechi” e lasciare che Dio ci ricrei?
3. Unità che nasce dalla conversione: crediamo che l’unità dei cristiani passi prima dal cuore convertito e non solo dal dialogo esterno?
Festa della Conversione di san Paolo Apostolo, al quale, mentre percorreva la via di Damasco spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, Gesù in persona si manifestò glorioso lungo la strada affinché, colmo di Spirito Santo, annunciasse il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo.
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