SANTA MARGHERITA D’UNGHERIA
Santa Margherita d’Ungheria nacque nel 1242 in una famiglia reale segnata dalla fede e dalla santità: figlia del re Bela quarto e nipote di sant’Elisabetta d’Ungheria, crebbe in un contesto politico instabile, segnato dall’invasione mongola. Alla sua nascita, i genitori la consacrarono a Dio come voto per la liberazione del regno, promessa che si rivelò decisiva per la sua vocazione.
Ancora bambina fu affidata all’educazione delle domenicane e visse quasi tutta la sua vita nel monastero sull’Isola delle Lepri, oggi Isola Margherita a Budapest. Fin dall’adolescenza manifestò una scelta radicale per Cristo, pronunciando i voti religiosi a dodici anni. Quando il padre tentò di destinarla a un matrimonio politico con il re di Boemia, Margherita si oppose con fermezza, ribadendo la sua totale appartenenza a Dio e preferendo il “Re del Cielo” a qualsiasi corona terrena.
In monastero condusse una vita di profonda umiltà: svolgeva i lavori più umili, abbracciava la povertà, praticava un intenso ascetismo e si dedicava assiduamente alla preghiera. Al centro della sua spiritualità vi era la meditazione della Passione di Cristo, che desiderava condividere interiormente, unita a un grande amore per l’Eucaristia e per la Sacra Scrittura. Guidata spiritualmente da un frate domenicano, visse una ricca esperienza mistica, accompagnata da visioni e da una fama crescente di santità.
Morì a soli ventinove anni, il 18 gennaio 1271. La sua tomba divenne subito meta di pellegrinaggi, segno di una santità silenziosa ma luminosa, capace di parlare ancora oggi con forza evangelica.
Per noi oggi:
1. Margherita ci interroga sul valore delle nostre scelte: cosa siamo disposti a perdere pur di restare fedeli a ciò che crediamo davvero?
2. La sua umiltà sfida una cultura dell’apparire: servire nel nascondimento può essere una forma altissima di libertà.
3. La sua vita dimostra che la santità non richiede potere o successo, ma una consegna totale e coerente di sé a Dio.
Presso Buda in Ungheria, santa Margherita, vergine: figlia del re Bela IV, promessa in voto a Dio dai suoi genitori per la liberazione della patria dai Tartari e affidata in tenera età alle monache dell’Ordine dei Predicatori, ancora dodicenne si consacrò così totalmente a Dio nella professione religiosa, da desiderare ardentemente di assimilarsi a Cristo crocifisso.
NELLO STESSO GIORNO:
SAN FABIANO Papa e martire
sec. III
San Fabiano, papa e martire, che da laico fu chiamato per grazia divina al pontificato e, offrendo un glorioso esempio di fede e di virtù, subì il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Decio; san Cipriano si felicita del suo combattimento, perché diede una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa; il suo corpo in questo giorno fu deposto a Roma sulla via Appia nel cimitero di Callisto.
SANTA FAUSTINA di Como Benedettina
Rocca d’Olgisio (Piacenza) sec. VI - Como, 580 ca.
Faustina e Liberata, benedettine (VI sec.). Sorelle, nate nel Piacentino, si ritirarono in un romitorio presso Como, dove fondarono il monastero di Santa Margherita.
BEATO ANDREA GREGO DA PESCHIERA Domenicano
Peschiera, 1400 - Morbegno, 1485
A Morbegno sulle Alpi in Lombardia, beato Andrea da Peschiera Grego, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che a lungo percorse a piedi tutta la regione, vivendo sobriamente tra i poveri e conciliandosi fraternamente gli animi di tutti.
BEATO FACIO (Fazio) di Cremona
A Cremona, beato Facio, che, orefice, da Verona sua patria, venne in questa città per dedicarsi interamente a opere di penitenza, pellegrinaggi e al conforto dei malati.
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