SANT’ANGELA MERICI
Sant’Angela Merici nacque a Desenzano del Garda nel 1474, in una famiglia semplice dedita all’agricoltura. Fin da bambina fu profondamente segnata dall’ascolto delle vite dei santi, lette dal padre, e maturò una particolare devozione per santa Caterina d’Alessandria e sant’Orsola. La morte prematura dei genitori e della sorella la condusse a un’intensa ricerca spirituale: entrò nel Terz’Ordine francescano e iniziò a dedicarsi alle opere di misericordia e all’istruzione religiosa delle bambine, intuendo che l’educazione delle fanciulle fosse una via privilegiata per il rinnovamento cristiano della società.
Durante una pausa dal lavoro nei campi ebbe una forte esperienza mistica: vide in cielo schiere di angeli e vergini e la sorella defunta, che le annunciò la futura fondazione di una compagnia di vergini. Questo evento confermò la sua missione. Nel 1516 si trasferì a Brescia per assistere una vedova, vivendo di umili lavori domestici, nutrita da una profonda vita sacramentale: Confessione frequente, Messa quotidiana, digiuni e preghiera.
Attraverso il suo esempio, molte donne iniziarono a radunarsi attorno a lei. Compì diversi pellegrinaggi, fino alla Terrasanta, durante il quale perse temporaneamente la vista, interpretando questa prova come un segno della misteriosa azione di Dio. Nonostante la crescente fama di santità, rifiutò gli onori, come l’invito di papa Clemente VII a restare a Roma durante il Giubileo.
Nel 1535 fondò la Compagnia delle dimesse di sant’Orsola, dette “dimesse” perché non vivevano in clausura né indossavano abiti religiosi, ma rimanevano nel mondo, con vesti semplici e modeste, impegnandosi a custodire la verginità e a riunirsi periodicamente per sostenersi spiritualmente. Nacque così la prima congregazione secolare interamente femminile della Chiesa, dedita in modo speciale all’educazione cristiana delle ragazze.
La Regola fu approvata poco dopo la sua morte (1540) e la sua opera generò, nei decenni successivi, molteplici forme di vita orsolina. Nel testamento spirituale Angela lasciò alle educatrici un invito ancora potentissimo: ricordare ogni ragazza “una ad una”, non solo nel nome ma nella sua storia, condizione e indole, amandola con “viva carità”.
PER NOI OGGI
1. Santità senza fuga dal mondo
Angela ci provoca a riscoprire una consacrazione vissuta nella quotidianità: non servono muri di clausura per appartenere totalmente a Dio, ma un cuore libero e obbediente.2. Educare è l’atto più rivoluzionario
In un’epoca di crisi culturale, lei investì sulle ragazze, le più fragili del suo tempo: oggi crediamo ancora che cambiare il mondo passi dall’educazione personale e paziente dei piccoli?3. Carità concreta, non astratta
“Ricordare ogni figlia una ad una”: non esistono comunità o scuole cristiane senza attenzione personale. Angela ci smaschera quando riduciamo le persone a numeri, classi, programmi.
Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio.
NELLO STESSO GIORNO:
BEATO MANFREDO SETTALA Sacerdote ed eremita
Milano, XII secolo – Meride, 27 gennaio 1217
Alla fine del XII secolo era parroco di Cuasso, appartenente alla diocesi di Milano. Successivamente si ritirò sul Monte San Giorgio per condurre vita da eremita. Ebbe fama di santità e le popolazioni delle zone vicine si recavano da lui per chiedere consigli e cercare conforto. Si narra che quando morì, nell'ora della morte le campane dei paesi limitrofi si misero miracolosamente a suonare contemporaneamente.
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