SANT’AGNESE
Sant’Agnese è una delle più antiche e amate martiri della Chiesa. La sua memoria liturgica cade il 21 gennaio ed è attestata già nella Depositio martyrum del 336, che indica il luogo della sua sepoltura lungo la via Nomentana. Il suo nome è inserito nel Canone romano, privilegio riservato a poche sante martiri dei primi secoli, segno della straordinaria venerazione di cui ha goduto fin dalle origini.
Secondo le fonti agiografiche, in particolare una Passio latina del V secolo, Agnese nacque a Roma in una nobile famiglia cristiana e consacrò fin da giovanissima la sua verginità a Cristo. Aveva appena tredici anni quando, durante la persecuzione di Diocleziano (intorno al 305), venne denunciata come cristiana per aver rifiutato le nozze con il figlio del prefetto, restando fedele al voto fatto al Signore. La sua scelta, radicale e controcorrente, suscitò scandalo e violenza.
Condotta davanti ai giudici, Agnese subì umiliazioni pubbliche: fu spogliata e, secondo la tradizione, esposta in un postribolo. Tuttavia, la sua purezza fu miracolosamente custodita: nessuno osò toccarla e un giovane che tentò di avvicinarsi fu accecato da una luce angelica, riacquistando poi la vista per intercessione della stessa Agnese. La sua testimonianza di fede e di pudore divenne così segno potente della presenza di Dio.
Il martirio avvenne con un colpo di spada alla gola, secondo il metodo usato per sacrificare gli agnelli, da cui nasce l’iconografia che la raffigura con questo animale, simbolo di innocenza e purezza, richiamate anche dal significato del suo nome. Sant’Ambrogio ne esaltò la grandezza spirituale, parlando di un “duplice martirio”: quello della purezza e quello della fede. La sua giovane età non fu un limite, ma il segno di una maturità spirituale straordinaria.
La devozione a sant’Agnese attraversò i secoli. Santa Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, guarì miracolosamente presso la sua tomba e fece costruire una basilica sul luogo della sepoltura, oggi conosciuta come Sant’Agnese fuori le mura. Agnese è patrona delle ragazze, delle vergini e delle fidanzate, modello di libertà interiore e di fedeltà totale a Cristo.
Per noi oggi
1. Libertà vera o consenso sociale? Sant’Agnese ci interroga su quanto siamo disposti a restare fedeli alle nostre scelte profonde, anche quando vanno contro le aspettative degli altri.
2. Giovani capaci di radicalità: crediamo davvero che i giovani possano vivere scelte grandi e definitive, o li consideriamo sempre “troppo piccoli”?
3. Purezza come forza, non come limite: in una cultura che banalizza il corpo, Agnese mostra che la purezza è una forma alta di libertà e di amore.
Memoria di sant’Agnese, vergine e martire, che, ancora fanciulla, diede a Roma la suprema testimonianza di fede e consacrò con il martirio la fama della sua castità; vinse, così, sia la sua tenera età che il tiranno, acquisendo una vastissima ammirazione presso le genti e ottenendo presso Dio una gloria ancor più grande; in questo giorno si celebra la deposizione del suo corpo.
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