domenica 4 gennaio 2026

04.01 SANT' ANGELA DA FOLIGNO

SANT’ANGELA DA FOLIGNO

Sant’Angela da Foligno (1248-1309), grande mistica umbra vissuta poco dopo san Francesco d’Assisi, è una delle figure spirituali più potenti del Medioevo. Cresciuta in un ambiente agiato, visse a lungo nella mondanità, immersa in peccati e compromessi, come ricorda il Memoriale redatto dal suo confessore.

 Il primo insegnamento della sua vita è l’importanza di una confessione ben fatta: tentò di confessarsi, ma la vergogna le impedì di dire tutto, lasciandola nel tormento. Solo dopo una fervida preghiera a san Francesco – che le apparve in sogno – riuscì a confessare pienamente il suo passato e iniziò così la sua vera conversione.

 Dal 1285 in poi Angela intraprese una vita di penitenza, distacco e preghiera continua, non senza incomprensioni familiari. Nel giro di breve tempo perse madre, marito e figli: anziché indurla alla disperazione, questi lutti la spinsero a donarsi totalmente a Dio entrando nel Terzo Ordine Francescano. Seguendo l’esempio di altre mistiche del tempo, come santa Margherita da Cortona, passava lunghi momenti davanti al Crocifisso, meditando sulla Passione.

 L’apice della sua esperienza spirituale avvenne nel 1291 durante un pellegrinaggio ad Assisi: ebbe prima una profonda conversazione interiore con lo Spirito Santo e poi una manifestazione luminosa e indescrivibile della Trinità, che le fece esclamare: «Amore non conosciuto, perché?». Questa esperienza mistica, insieme a molte altre, confluisce nel suo Memoriale, che descrive in trenta passi il cammino dell’anima verso l’unione con Dio attraverso rinuncia, superamento delle tentazioni, meditazione dei misteri di Cristo ed esperienza dell’Eucaristia. L’iniziativa è sempre di Dio, ma l’anima deve essere libera, umile e desiderosa di Lui.

 Chiamata «Maestra dei teologi» per la profondità delle sue intuizioni contemplative, Angela divenne guida di un gruppo di “filioli” che si radunavano attorno a lei per essere introdotti nella via di Cristo. Beatificata nel 1693 e venerata a lungo con culto spontaneo, è stata canonizzata per equipollenza nel 2013 da papa Francesco. È patrona delle vedove e di chi vive tentazioni di natura sessuale, segno della potenza rigeneratrice della grazia.

 

Per noi oggi

 La conversione non è per i “giusti”, ma per chi trova il coraggio di dire la verità. Angela ha scoperto Dio solo quando ha smesso di mentire a se stessa. Forse anche noi viviamo anni di confessioni “a metà”, senza affrontare ciò che ci tiene schiavi.

 Le crisi e i lutti non sono per distruggerci, ma per aprirci all’essenziale. La perdita di tutti gli affetti non ha frantumato Angela: l’ha liberata. Oggi invece l’istinto è riempire il vuoto con distrazioni, non con Dio.

 Non c’è vera vita spirituale senza rinuncia concreta. Angela è diventata mistica non perché “sentiva” Dio, ma perché ha rinunciato a ciò che la dominava. Noi invece pretendiamo esperienze forti senza cambiare niente nella nostra vita quotidiana.


A Foligno in Umbria, beata Angela, che, morti il marito e i figli, seguendo le orme di san Francesco, si diede completamente a Dio e affidò alla propria autobiografia le sue profonde esperienze di vita mistica.


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