SAN GIOVANNI BOSCO
San Giovanni Bosco (1815-1888) fu sacerdote, educatore, scrittore ed editore, dotato di straordinari carismi mistici e di un’instancabile passione per la salvezza delle anime. Operò nel difficile contesto dell’Italia risorgimentale e anticattolica, mantenendo sempre fisso lo sguardo sull’eternità. Pio XI lo definì uno strumento provvidenziale di Dio per la restaurazione cristiana della società.
Nato a Castelnuovo d’Asti in una povera famiglia contadina, perse il padre a meno di due anni. La madre Margherita, donna di fede robusta, fu la sua prima grande educatrice. A nove anni ebbe il celebre sogno profetico: vide molti ragazzi che bestemmiavano e un uomo luminoso che si presentò come Gesù, affiancato da Maria, indicandogli la missione di trasformare quei giovani ribelli in agnelli mansueti con la carità e la scienza. Da allora sentì chiaramente la sua vocazione.
Per studiare dovette lavorare come garzone, fabbro, falegname, apprendendo mestieri che più tardi avrebbe insegnato ai ragazzi dell’oratorio. A Chieri fondò la “Società dell’Allegria”, usando giochi e acrobazie per attirare i coetanei alla vita cristiana. Fu determinante l’incontro con don Giuseppe Cafasso, che lo guidò al sacerdozio. Ordinato nel 1841, l’8 dicembre incontrò il giovane muratore Bartolomeo Garelli: da quel primo ragazzo povero e analfabeta nacque l’Oratorio di San Francesco di Sales.
Nel 1854 fondò la Società Salesiana per assicurare continuità alla sua opera educativa, fondata sull’ideale di formare “onesti cittadini e buoni cristiani”. Il suo sistema preventivo si basava su tre pilastri: ragione, religione e amorevolezza. Con santa Maria Domenica Mazzarello fondò nel 1872 le Figlie di Maria Ausiliatrice per le ragazze. Il motto era semplice: stare allegri e non fare peccati.
Difensore coraggioso della Chiesa, don Bosco fu protagonista di sogni profetici, come quello delle due colonne dell’Eucaristia e di Maria Ausiliatrice, e si oppose apertamente alle leggi anticlericali del nuovo Stato italiano. Intuì il potere educativo dei media e fondò case editrici e collane popolari. Taumaturgo, perseguitato e osteggiato, non smise mai di sacrificarsi per i suoi giovani. Poco prima di morire disse: “Ditelo ai miei ragazzi: li attendo tutti in Paradiso”.
PER NOI OGGI
1. Educare è una missione, non un mestiere
Don Bosco non “gestiva” ragazzi: li amava come figli e dava la vita per loro.2. Allegria e santità non sono opposte
Il suo metodo ci sfida a mostrare che il cristianesimo non è tristezza, ma pienezza di vita.3. O ci giochiamo tutto per i giovani, o li perdiamo
In una società che li scarta, Don Bosco ci chiede ancora: chi si prenderà davvero cura di loro?
Memoria di san Giovanni Bosco, sacerdote: dopo una dura fanciullezza, ordinato sacerdote, dedicò tutte le sue forze all’educazione degli adolescenti, fondando la Società Salesiana e, con la collaborazione di santa Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione della gioventù al lavoro e alla vita cristiana. In questo giorno a Torino, dopo aver compiuto molte opere, passò piamente al banchetto eterno.
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