IL RACCONTO DEL VANGELO DELLA DOMENICA - Mt 5,1-12 a
Quando sentiamo parlare dei santi, rischiamo di immaginarli come persone lontane da noi, quasi supereroi della fede, capaci di fare cose che noi non potremmo mai fare. Ma il Vangelo di oggi ci dice qualcosa di diverso: Gesù non presenta una teoria, presenta una strada. Le Beatitudini sono il ritratto di una vita che si lascia trasformare da Dio. E questa strada è possibile anche per noi.
Pensiamo a san Massimiliano Kolbe, un uomo reale, con una storia concreta, che ha vissuto in mezzo alle difficoltà del suo tempo. Nel campo di concentramento di Auschwitz, quando un prigioniero fu condannato a morire di fame, Kolbe scelse liberamente di prendere il suo posto. Non era un superuomo: era un sacerdote che aveva imparato, giorno dopo giorno, a mettere l’altro prima di sé. Lì dentro, dove sembrava regnare soltanto l’odio, egli mise in pratica le parole di Gesù: «Beati i misericordiosi». La sua santità non nacque in quel momento. Era iniziata molto prima, attraverso tante piccole scelte, preghiere, sacrifici e gesti di amore. È questo che spesso dimentichiamo: santi non si nasce, si diventa. Si diventa santi quando impariamo a perdonare invece di vendicarci, quando scegliamo la verità anche se costa, quando sappiamo essere miti senza essere deboli, quando aiutiamo chi soffre senza aspettarci nulla in cambio, quando diventiamo operatori di pace nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. Quando, soprattutto, scegliamo Dio non soltanto quando tutto va bene, ma anche quando la vita ci mette alla prova. La santità non ci porta fuori dalla vita: ci fa vivere la vita in modo più vero. Per questo ogni giorno ci viene chiesto di scegliere: quale persona voglio diventare? Non dobbiamo aspettare occasioni straordinarie: la santità comincia nelle cose ordinarie di oggi. E forse il mondo ha bisogno proprio di questo: non di cristiani perfetti, ma di uomini e donne che scelgono di amare davvero.Per noi oggi:
1. Se non scegliamo noi come vivere, saranno gli altri e le mode a scegliere al posto nostro. La santità comincia quando smettiamo di vivere “alla giornata” e decidiamo chi vogliamo essere davanti a Dio.
2. Non dire: “Io non sono un santo”. La domanda vera è: “Sto diventando ogni giorno un po’ più santo?” Perché la santità non è un traguardo per pochi, ma una chiamata per tutti.
3. Che cosa cambierebbe oggi nella mia vita se prendessi sul serio una sola Beatitudine? Forse il mondo non cambierebbe subito, ma potrebbe cambiare la persona che sono io. E da una persona trasformata può cominciare una storia nuova.
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