USAIN BOLT: E dopo il successo?
Usain Bolt, a nove anni dal ritiro, racconta la sua nuova vita lontano dalla pista. Il campione giamaicano, oggi quarantenne, si prepara a sposare Kasi Bennett, la sua compagna di lunga data, alla quale ha fatto la proposta durante il suo quarantesimo compleanno, davanti ai loro tre figli. «Sono nella migliore forma della mia vita», scherza Bolt, che continua ad allenarsi e frequenta regolarmente la palestra. Oggi, però, le sue energie sono rivolte soprattutto alla famiglia e alla sua Fondazione. In Giamaica sta sostenendo numerosi progetti a favore delle scuole, molte delle quali sono state gravemente danneggiate dall’uragano Melissa. La Fondazione ha destinato circa dieci milioni di dollari alla ricostruzione e allo sviluppo, con l’obiettivo di aiutare i bambini a tornare sui banchi. Bolt ammette di sentire ancora la mancanza delle gare, dell’atmosfera dello stadio, dell’adrenalina e delle emozioni della competizione. Ora, però, preferisce osservare e incoraggiare i giovani talenti che stanno costruendo il futuro dell’atletica. A Budapest ha seguito da vicino il nuovo esperimento dell’atletica internazionale, apprezzando l’energia, la musica e il maggiore coinvolgimento del pubblico. Secondo Bolt, innovare la presentazione delle gare può contribuire a rendere lo sport più coinvolgente. Ricorda con ironia i suoi anni da dominatore dei 100 metri, ma riconosce che una competizione più equilibrata rende le gare imprevedibili ed emozionanti. Quanto al proprio ricordo, desidera essere accostato ai grandi dello sport mondiale, come Muhammad Ali e Michael Jordan. Non indica un erede preciso, ma crede che il dominio nello sprint possa continuare ad alternarsi tra diverse nazioni e campioni. E, da buon giamaicano, conclude con un desiderio semplice: vedere sempre la Giamaica davanti a tutti.Per noi oggi 1. Quando finisce la nostra “gara”, chi siamo davvero? Bolt ha lasciato la pista, ma non ha smesso di mettersi in gioco. E noi, quando cambiano i nostri ruoli, sappiamo ancora riconoscere il valore della nostra vita? 2. Che cosa facciamo dei nostri successi? Bolt ha scelto di destinare risorse e attenzione alle scuole e ai bambini. I nostri talenti, il nostro tempo e ciò che abbiamo ricevuto diventano davvero un dono per gli altri?3. Sappiamo lasciare spazio a chi viene dopo di noi? Il campione non cerca necessariamente un erede e oggi si diverte a guardare i giovani. Anche noi sappiamo accompagnare, incoraggiare e gioire della crescita degli altri senza voler essere sempre protagonisti?
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